Vasco Rossi e Ivano Fossati

26 Novembre 2018


È un atteso ritorno quello della serie 33 Giri Italian Masters, la cui seconda stagione andrà in onda su Sky Arte a partire da mercoledì 28 novembre. Anche stavolta il pubblico potrà immergersi fra le tracce di sei grandi album della storia della musica italiana in compagnia del discografico Stefano Senardi, che contestualizzerà storicamente e discograficamente i vari lavori.

Durante l’episodio inaugurale, Vasco Rossi e Gaetano Curreri siedono al fianco di Maurizio Biancani, il quale svolge il duplice ruolo di esperto tecnico, come già avvenuto durante la prima stagione del format, e di fonico che curò le registrazioni dell’album d’esordio del rocker di Zocca, … Ma cosa vuoi che sia una canzone….

Curreri, oltre a essere stato l’arrangiatore del disco, è anche responsabile di aver spinto Vasco a diventare cantautore, essendo stato tra i primi ad ascoltare le sue composizioni. Ad arricchire gli emozionanti momenti al mixer ci sono le dichiarazioni di Curreri, interpellato anche come musicista, in merito alle caratteristiche melodiche e musicali delle canzoni che animano l’album, mentre il giornalista Marco Mangiarotti ne approfondisce i tratti più letterali ed emotivi. Vengono riascoltate ed esaminate La nostra relazione, Jenny è pazza, Silvia, Ambarabaciccicoccò, Tu che dormivi piano. La puntata termina, come l’album, con la canzone ciao, in questo caso eseguita dal vivo in esclusiva da Gaetano Curreri.

La puntata successiva accende i riflettori su Ivano Fossati, che ripercorre uno dei suoi dischi di maggior successo, Lindbergh, pubblicato nel 1992. L’opera è nota per contenere La canzone popolare, la quale, da sola, tuttavia, non racconta in maniera esaustiva la ricerca, la poetica, la struttura sonora che caratterizza l’album. Molti, ulteriori dettagli emergono da altre canzoni come Madonna Nera, Notturno delle tre e, in particolare, da Mio fratello che guardi il mondo, di cui il jazzista Paolo Fresu realizza una versione esclusiva, reinterpretando la melodia vocale della canzone con la sua tromba, sulla base della traccia di piano originale. Tra gli ospiti intervengono alcuni dei musicisti che suonarono in Lindbergh, diretti dal compianto Beppe Quirici. Vincenzo Zitello all’arpa e al tin whistle, Mauro Arcari all’oboe e Elio Rivagli alla batteria danno il loro contributo commentando e suonando alcuni accenni melodici che hanno dettato il complesso arrangiamento del disco. Chiude la puntata il live di Manuel Agnelli e di Rodrigo D’Erasmo, che reinterpretano una versione acustica ed esclusiva de La canzone popolare.

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