Capire la danza

26 aprile 2019


Perché balliamo? È questo l’interrogativo da cui prende le mosse la nuova serie internazionale di documentari firmati Sky Arte, in onda a partire da lunedì 29 aprile. Curata e presentata dall’acclamato coreografo anglo-bengalese Akram Khan, la serie intende avvicinare il pubblico alle forme di danza più dinamiche e influenti dei nostri tempi, dando voce agli artisti che hanno contribuito a definirle.

Esplorando tutti e cinque i continenti, dalle strade di periferia alle piste da ballo delle metropoli, dagli spazi pubblici ai più importanti palcoscenici del mondo, Akram Khan cercherà le ragioni che danno il titolo alla serie Dance ‒ Perché balliamo, disponibile integralmente su Sky on Demand.

Il primo dei cinque episodi, intitolato Storie, vedrà il coreografo Khan viaggiare tra India e Danimarca, domandandosi cosa spinge ogni cultura in ogni epoca a raccontare il proprio vissuto attraverso la danza.
In occidente la danza ha raccontato storie soprattutto attraverso il balletto classico. Christian Spuck, coreografo tedesco e direttore artistico del Balletto di Zurigo, ci invita nel suo studio per assistere alle prove della sua nuova versione de Lo Schiaccianoci, la più classica delle favole.
Nel 2016 Spuck invitò Alexei Ratmansky – l’assoluto interprete del balletto classico russo – a riportare in vita l’originale versione de Il Lago dei Cigni, composta nel 1895. In un’intervista esclusiva, Alexei Ratmansky ci parlerà della sua personale ricerca delle origini e di come, grazie all’intuizione di Spuck, il balletto classico russo è tornato in vita.

Le favole della tradizione classica si fondano tutte sull’espressività del corpo – raccontano atti di crudeltà e gentilezza, di fughe e di incarcerazioni. Questo lato oscuro è ciò che ha affascinato il coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj, che ha composto la sua personale versione dark e freudiana di Biancaneve.
I colori di Delhi fanno da sfondo al nuovo lavoro di Aditi Mangaldas, coreografa Indiana del tradizionale Kathak, interessata al lato oscuro della mitologia Indiana. Il coreografo inglese Wayne McGregor, invece, rivoluziona il concetto di storytelling in Tree of Codes, spettacolo che rimetterà in scena a Copenaghen apposta per noi.

Commentate sui social network la speciale serata attraverso l’hashtag #Whydowedance.


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