I favolosi anni Ottanta degli Spandau Ballet

29 Dicembre 2015


Hanno dato voce a una delle epoche più mutevoli e vivaci della storia recente. La loro musica ha saputo raccontare un decennio glorioso, fatto di eccessi ma anche di nuovi canoni estetici, i leggendari Eighties. A distanza di oltre trent’anni dal loro debutto sulle scene musicali londinesi, gli Spandau Ballet restano gli idoli incontrastati di un’era, punto di riferimento per milioni di fan e protagonisti assoluti della Spandau Ballet Night in onda stasera su Sky Arte HD.

L’eccezionale docu-film in prima visione Spandau Ballet – Soul Boys of the Western World ci guiderà alla scoperta dell’iconica band britannica e della sua incredibile parabola artistica. Diretta da George Hencken, la pellicola racconta la storia di un gruppo di ragazzi della classe operaia di Londra, capace di creare un vero e proprio impero musicale. Preziosi filmati e documenti narreranno le vicende di Tony Hadley, Steve Norman, John Keeble e dei fratelli Martin e Gary Kemp, partiti dall’Inghilterra per conquistare il mercato discografico mondiale.

Fin dagli esordi, la band inglese si è affermata come una stupefacente novità nel panorama musicale del tempo, bruciando le tappe del successo in tempi record e raggiungendo la fama internazionale con la partecipazione al leggendario Live Aid del 1985, organizzato da Bob Geldof e Midge Ure allo Stadio di Wembley come raccolta fondi a sostegno dell’Etiopia. Quattro anni più tardi, nel 1989, gli Spandau Ballet firmarono l’album Heart Like a Sky, l’ultimo prima dello scioglimento. Il gruppo decise si riunirsi solo vent’anni più tardi, dando nuova linfa a una carriera ben lontana dall’esaurirsi.

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