Boffi. L’artigianato è high tech

1 Febbraio 2017


Un frullatore, una macina, una micro-macchina impastatrice. Nasce così, in un piccolo laboratorio della Brianza, con pochi strumenti e una grande voglia di sperimentare, quella nuova materia, lucida e colorata, che ha rivoluzionato lo stile delle cucine italiane: il poliestere pigmentato. A inventarlo, negli anni Cinquanta, Dino Boffi, il quale, sviluppando le idee del padre assieme ai due fratelli, diede inizio a un’avventura industriale fatta di ricerca e collaborazione con gli architetti e i designer che hanno fatto scuola – da Sergio Astri a Sergio Favre, da Luigi Massoni ad Antonio Citterio, da Paolo Nava a Joe Colombo.

Industrial Design – Boffi – un artigiano high tech, lo speciale in onda venerdì 3 febbraio su Sky Arte HD, illustrerà un’avventura lunga 80 anni che, nel corso del tempo, con l’ingresso in azienda di un art director dallo spirito geniale come Piero Lissoni e un manager appassionato come Roberto Gavazzi, ha portato la tradizione dell’alto artigianato high tech a espandersi sui mercati internazionali, fino alla recente acquisizione di De Padova, il marchio icona dell’arredamento made in Italy.

La storia dell’azienda Boffi è anche il racconto dell’evoluzione della cucina da stanza subalterna, di puro servizio, a luogo della convivialità. Un nuovo modo di intendere un ambiente quotidiano narrato, fra gli altri, da Patricia Urquiola, che per Boffi progetta pensando alla casa dei nonni, e da Naoto Fukasawa, che disegna vasche da bagno ispirandosi alla meditazione taoista.