Billie Holiday, la tormentata regina del blues

30 Gennaio 2017


Le esistenze degli artisti si intrecciano con quelle delle loro opere, con i personaggi che raffigurano e con gli avvenimenti cui danno voce, somigliando spesso a trame oscure di libri noir. Su Sky Arte HD prosegue la terza serie di Muse Inquietanti, condotta da Carlo Lucarelli e incentrata sui segreti dell’arte. Un viaggio tra le misteriose vicende di pittori, critici, modelle, scultori e – novità della stagione – anche di musicisti, scrittori, registi, attori.

Durante l’episodio in onda lunedì 30 gennaio, dal titolo Billie Holiday – una voce spezzata, ripercorreremo la drammatica esistenza di una delle regine della musica jazz e blues. Il 15 luglio 1959 Billie Holiday viene trovata priva di sensi sul pavimento della sua casa di New York. Trasportata in ospedale, risulta anche in arresto, poiché accanto a lei era stata trovata delle droga. Morirà due giorni dopo per complicanze dovute alla cirrosi epatica di cui soffriva.

Una vita segnata dal dolore, oltre che da un incredibile talento canoro, quella di Billie Holiday. A dieci anni è vittima di uno stupro e, ancora bambina, comincia a prostituirsi in un bordello clandestino di Harlem. La sua carriera inizia a quindici anni come cantante nei club notturni. Qualche anno dopo è una delle prime cantanti nere a esibirsi assieme a musicisti bianchi, superando le barriere razziali. All’inizio degli Anni Quaranta la morte della madre e la fine di un matrimonio tormentato la inducono all’abuso di droghe e l’alcool, causa di un lento declino che travolgerà anche la sua musica fino al tragico epilogo.

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