Da Sean Scully a Christian Holstad

29 Maggio 2019


Il nuovo episodio di Artbox, in onda su Sky Arte giovedì 30 maggio, si apre alla Villa Panza di Varese, dimora del FAI e crocevia dell’arte americana contemporanea, che ospita la mostra Sean Scully. Long Light dedicata al maestro dell’arte astratta. Accompagnati dallo stesso Scully, viaggiamo tra le sue geometrie: dalle griglie di linee ispirate al Marocco ai nuovi acquerelli disegnati dalla luce fino agli ultimi lavori in cui torna la figura, ma in quel modo unico che è la sua cifra.

La puntata prosegue poi con la mostra The Fountains of Za’atari, alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Qui sono esposti gli esiti della ricerca di Margherita Moscardini, interessata a come le trasformazioni urbane incidano sulla vita sociale. L’artista si è recata a Za’atari, in Giordania, il campo profughi provvisorio diventato ormai una città, ha stilato un catalogo dei cortili con fontana costruiti spontaneamente dai cittadini, simbolo della loro voglia di normalità, e li ha riprodotti in disegni. Con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia ha poi reso uno di questi modelli una fontana-scultura vera e propria, realizzando il primo passo dell’evoluzione del progetto: creare i modelli delle fontane di Za’atari in tutto il mondo occidentale, per rappresentare la condizione dei profughi di tutto il mondo.

Nei giorni dell’inaugurazione della 58esima Biennale d’Arte di Venezia, FPT Industrial, azienda leader nel settore dei motori industriali, ha presentato Consider Yourself as a Guest (Cornucopia), un’installazione site specific firmata dall’artista californiano Christian Holstad su invito del curatore Milovan Farronato, che riflette sul nostro ruolo nel consumo di plastica, elemento contaminante per i nostri mari e le nostre vite. Una cornucopia di plastica nata fuori Bologna e approdata nel cortile dell’Università Ca’ Foscari per raccontare ingordigia, eccesso e distruzione dell’ambiente.

La recensione, a cura di Fernando Mazzocca, parla della bellissima mostra su Antonio Canova al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.