Il Giappone in una casa

5 Dicembre 2016


Architettura, in Giappone, significa innanzitutto casa. Se possibile, unifamiliare. Era il 1945, la guerra era finita, il Paese distrutto, la priorità era ricostruire uno spazio accogliente e intimo, da cui poter ripartire. Una dimora, quindi, che i sopravvissuti iniziarono a creare da soli, inaugurando una tradizione architettonica sopravvissuta al tempo, in cui si sono cimentati tutti i più grandi architetti, da Kenzo Tange a Toyo Ito, da Kazuyo Sejima a Shigeru Ban.

Prende le mosse da queste tematiche The Japanese House – architettura e vita dal 1945 a oggi, la mostra allestita al MAXXI di Roma in collaborazione con Japan Foundation, Barbican Centre e Museum of Modern Art Tokyo.

Curata da Pippo Ciorra, e protagonista del documentario Una stanza in Giappone – The Japanese House al MAXXI, in onda lunedì 5 dicembre su Sky Arte HD, l’esposizione riunisce disegni, modelli, fotografie e video, efficacemente presentati nel display firmato da Atelier Bow-Wow in collaborazione con il MAXXI. L’obiettivo è ripercorrere la storia e le evoluzioni architettoniche del modello abitativo per antonomasia, tra esperimenti, rivisitazioni e richiami al passato.