Il club dei maledetti del rock

3 Giugno 2016


Il Club 27 è l’ultimo luogo dove i fan vorrebbero trovare le rock star che più amano. Non si tratta di un locale per musica live, ma della tragica “etichetta” sotto la quale rientrano le vite di Jim Morrison e Kurt Cobain, Janis Joplin ed Amy Winehouse. Artisti che non hanno in comune soltanto lo straordinario talento, ma lo stesso drammatico destino: una vita spezzata a soli 27 anni.
Sky Arte HD dedica la Club 27 Night in onda domenica 5 giugno alla memoria sempre viva delle “menti migliori della nostra generazione” andate distrutte, per parafrasare il celebre – profetico – poema di Allen Ginsberg.

Kurt Cobain è il primo membro di questo famigerato “club”. Leader dei Nirvana, nel 1991 pubblicò insieme al suo gruppo il disco grunge per antonomasia, Nevermind. A raccontarci com’è nata questa pietra miliare del genere saranno alcuni degli stessi membri della band – il bassista Krist Novoselic e Dave Grohl, che all’epoca era alla batteria – e il produttore Butch Vig. Oltre a svelare i retroscena dell’album che solo negli USA ha venduto oltre 10 milioni di copie, le testimonianze esclusive forniranno un vivido ricordo del genio di Kurt Cobain, ancora rimpianto dai fan di tutto il mondo a oltre vent’anni dalla sua tragica scomparsa.

In tempi recenti, al Club 27 è andata ad aggiungersi anche Amy Winehouse. Più che per gli eccessi e il gossip, più che per i toni di una cronaca che spazia tra le tinte del rosa e quelle del nero, la cantante merita di essere ricordata per aver segnato in modo profondo il panorama musicale internazionale. Amy Winehouse – Ritratto intimo ci farà riascoltare l’inconfondibile voce della cantante in uno dei suoi concerti più celebri: la storica esibizione acustica nella chiesa sconsacrata di Saint James a Dingle, in Irlanda. Due mesi prima dell’uscita di Back to Black, l’album che le valse cinque Grammy Award, la giovane Amy si esibì di fronte a sole 85 persone, rendendo l’atmosfera ancora più intima e suggestiva.

È breve, e straordinariamente intensa, anche la parabola creativa di Jim Morrison. Frontman di The Doors, nel 1967 pubblicò insieme al suo gruppo uno dei Classic Albums di sempre, l’omonimo disco di debutto. Da Break On Through (To the Other Side) – il primo singolo – a Light My Fire, fino a The End, il disco racchiude l’incredibile essenza di un quartetto rock, destinato a scrivere, tra eccessi e poesia, il futuro di un’epoca.

Restiamo nell’ambito della rivoluzione giovanile con Jimi Hendrix, che in Voodoo Child ascolteremo raccontare la sua stessa carriera. Rarissimi filmati d’epoca e scritti autografi, emersi dagli archivi della famiglia, hanno permesso al regista Bob Smeaton (già vincitore di un Grammy per il suo Beatles Anthology) di farsi semplice ma splendido traduttore di una completa autobiografia d’artista. Capace di svelare il carattere più intimo e segreto di un uomo diviso tra estro ed eccessi.

A seguire, Janis Joplin – Nine Hundred Nights racconterà gli esordi di un altro “spirito libero”, scomparso troppo presto, una cantante che ha influenzato la storia della musica contemporanea. Il nome di Janis Joplin richiama subito alla mente l’immagine di una donna di carattere, che da sola si è fatta largo in una scena musicale quasi esclusivamente maschile. Pochi sanno, però, che a lanciare Janis è stata una band, i Big Brother and the Holding Company. Saranno loro a raccontarsi nel documentario e, soprattutto, a restituire un vivido ricordo di Janis.

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