Leonardo e il disegno

5 Giugno 2019


Fin dagli esordi, il disegno per Leonardo da Vinci è stato strumento di conoscenza. Un disegno come pittura e una pittura come disegno. È sterminata la quantità di appunti, manoscritti, taccuini che il genio di Vinci ha lasciato, anche se quello che ci è pervenuto è un quinto dell’intero patrimonio di fogli elaborati. Il resto è disperso o mutilato. Sono pezzi, per loro natura, delicati e poco visti, se non in circostanze straordinarie come in questa occasione: il 2019 è il quinto centenario della morte dell’artista toscano.

A Torino, ai Musei Reali, la rassegna Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro, al centro del documentario in onda su Sky Arte giovedì 6 giugno, nell’ambito della serie Exhibition, espone tredici carte autografe tra cui il celeberrimo Ritratto di vecchio, ritenuto l’autoritratto di Leonardo, e il Codice sul volo degli uccelli, donato al Re Umberto I nel 1893. Attorno a questi fogli straordinari, databili tra il 1480 e il 1515, ruota la mostra che intende offrire spunti inediti soffermandosi su aspetti poco noti, come la passione di Leonardo per la poesia.

A Venezia, le Gallerie dell’Accademia possiedono dal 1822 l’Uomo Vitruviano, spettacolare sintesi, estetica e filosofica, del maestro toscano. Sintesi anche del pensiero rinascimentale: l’Uomo come modello del mondo, titolo scelto per la mostra dell’istituzione veneziana che conserva 25 disegni firmati dal pittore di Vinci. Oltre a questi esempi grafici, eccezionali prestiti hanno consentito, tra l’altro, l’esposizione del Codice Huygens, proveniente dalla Morgan Library di New York.

Torino e Venezia, idealmente collegate tra loro, perché entrambe le esposizioni presentano e possiedono alcuni Studi per la Battaglia di Anghiari commissionata per il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.