L’Uomo al museo, dai Maya alla Grande Guerra

5 Gennaio 2016


Parlando di musei, sono tanti gli oggetti che possiamo legittimamente aspettarci di trovare esposti: opere d’arte, reperti archeologici, prodotti di design e oggetti artigianali di pregiatissima fattura.
La nostra Notte al Museo di giovedì 7 gennaio amplierà invece la nostra conoscenza del sistema museale mostrandoci due tipologie di collezioni davvero particolari.

Protagonista del primo museo che visiteremo è l’Uomo stesso, di cui il Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico ripercorre l’evoluzione culturale. Visitata da 2 milioni di spettatori ogni anno, la collezione dell’istituto non è soltanto di straordinaria ampiezza, capace di testimoniare un lasso di tempo che va dall’antica civiltà Maya fino alla Conquista Spagnola; di più, alcuni reperti unici non smettono di sorprendere il più appassionato conoscitore di arte e storia precolombiana.
Scopriremo per esempio la funzione magica di una scultura davvero inconsueta, un teschio scolpito nel cristallo puro, e la tragica storia legata al vestito indossato un tempo dalle donne più in vista della società messicana.

La storia dell’uomo, però, è parimenti attraversata da periodi di pace e guerre lancinanti. Anzi, per quanto possiamo rifuggire l’idea, la società contemporanea è andata formandosi attraverso conflitti bellici, due dei quali di portata mondiale. Impossibile non dedicare un museo anche alla guerra; non per scopi propagandistici ma semmai il contrario: per far luce su quel complesso intreccio di cause storiche, ritrovati tecnologici, scelte politiche che portano intere popolazioni a scontrarsi.
Visiteremo per questo l’Imperial War Museum, dove si racconta l’Inghilterra belligerante, a partire dalla Prima Guerra Mondiale ai giorni nostri. Ed è una storia articolata, appunto, che richiede 10 milioni di reperti – dagli aeroplani alle medaglie, dalle pistole alle capsule di cianuro – per essere raccontata e spiegata, alla ricerca della più verità storica.

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