Gli inquietanti misteri dell’arte

5 Febbraio 2016


Nuovo appuntamento con la serie dedicata ai misteri celati fra i talenti e i capolavori della storia dell’arte. Ancora una volta, il famoso giallista Carlo Lucarelli ci guiderà alla scoperta degli enigmi connessi alle esistenze dei grandi maestri della creatività. Gli episodi di Muse Inquietanti in onda lunedì 8 febbraio su Sky Arte HD ci scorteranno in un viaggio attraverso eventi uniti dal sottile fil rouge dell’arcano.

La serata prenderà il via con Borromini, il coinvolgente approfondimento in prima visione intitolato a uno dei maestri del Seicento italiano. Era il 2 agosto 1667 quando l’architetto ticinese Francesco Castelli Brumino, noto al secolo come Francesco Borromini, si tolse la vita gettandosi su una spada che aveva conficcato nel tavolaccio dello studio. Un modo certamente curioso e laborioso per togliersi la vita, che rispecchiava lo spirito delle sue opere. Sopravvisse in condizioni disperate ancora un giorno, durante il quale avrebbe raccontato al medico che lo assisteva le ragioni del suicidio. Il settantenne architetto del Laterano era depresso, angustiato dal timore delle malattie, sempre più malinconico e intransigente. Ma qualcosa non torna. È davvero un’impresa gettarsi su una lama, trafiggersi il costato dall’alto verso il basso, da destra a sinistra, e riuscire a sopravvivere per un intero giorno. Ecco quindi farsi strada l’ipotesi dell’omicidio, o forse di un suicidio “guidato”. Ma per conto di chi?
Borromini possedeva diecimila scudi – un’enormità per l’epoca – aveva tanti nemici, primo tra tutti l’acerrimo rivale Gian Lorenzo Bernini, e anche un nipote che voleva diseredare. Aveva scritto un testamento ritirato il giorno antecedente il “suicidio”, con l’intenzione di rivederne alcune parti, ma il contenuto di esse resterà per sempre un mistero.

La nottata all’insegna dell’enigma si concluderà in compagnia di Caravaggio e la mafia, l’emozionante approfondimento dedicato a uno dei furti più eclatanti della storia. Il 17 ottobre 1969 venne sottratta dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo la grandiosa Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi dipinta da Caravaggio. A quella vicenda, tuttora rimasta irrisolta, seguì una catena di ipotesi, congetture, probabili depistaggi e addirittura testimonianze di criminali pentiti. Proprio un pentito, Francesco Marino Mannoia, racconta che la tela si sbriciolò poco dopo il furto, quando i maldestri manovali di Cosa Nostra tentarono di arrotolarla. Fatto realmente accaduto o una farsa orchestrata ad hoc? Secondo il pentito Giovanni Brusca, invece, l’opera fu oggetto di una trattativa con lo Stato per l’ammorbidimento della legge 41 bis, che impone il carcere duro ai criminali mafiosi. In base alle dichiarazioni di un terzo ex mafioso, Gaspare Spatuzza, l’opera fu nascosta in una stalla dove sarebbe stata “mangiata dai topi e dai maiali”. Altri ancora sostengono che l’opera sia andata distrutta nel terremoto dell’Irpinia oppure che sia nascosta nella dimora di qualche boss. Insomma, il destino di questo capolavoro pittorico resta un enigma, le cui tracce non smettono di solcare la contemporaneità.

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