L’indimenticabile David Bowie

7 Gennaio 2019

British pop singer David Bowie in concert at Earl's Court, London during his 1978 world tour. (Photo by Evening Standard/Getty Images)

Sono trascorsi poco meno di tre anni dalla morte di David Bowie, ma il ricordo lasciato dal Duca Bianco nell’immaginario di generazioni di fan è ancora vivido. A riprova del segno impresso dall’artista nel panorama musicale recente, martedì 8 gennaio, a 72 anni esatti dalla sua nascita, Sky Arte dedica al poliedrico cantante una speciale serata , che prenderà il via con il documentario in prima visione David Bowie ‒ Stardust.

Un omaggio alla carriera di una personalità non imbrigliabile in alcuna definizione, che iniziò la sua scalata al successo con l’album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, pubblicato nel 1972. Grazie all’iconico Ziggy Stardust ‒ alter ego di Bowie catapultato sulla terra da mondi altri ‒, la carriera del musicista decollò, regalando ai fan sempre più numerosi un mix di rock dalle atmosfere extraterrestri e stravaganza, oltre qualsiasi etichetta di genere. Da quel momento in poi, David Bowie si trasformò nella star che tutti conosciamo. Tuttavia il documentario evoca anche i momenti bui che caratterizzarono la parabola dell’artista, fino alla sua tragica morte, annunciata dallo stesso Bowie attraverso la propria musica.

A seguire il documentario Hansa Studios ‒ Da Bowie agli U2 – La Musica ai tempi del Muro evoca le imprese dei tanti musicisti che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo dello studio di registrazione dove sono stati incisi album entrati negli annali. Qui Bowie parlava del Muro nel testo della famosissima Heroes, mentre l’amico Iggy Pop concepiva The Passenger ispirandosi ai viaggi a bordo delle carrozze della U-Bahn e della S-Bahn. Non soltanto Bowie e Iggy Pop, ma anche Nick Cave e U2 ‒ che qui hanno dato vita all’album Achtung Baby ‒ sono transitati per gli Hansa Studios. Un luogo unico nel suo genere già dalla collocazione, visto che spiccava nell’allora desolata Potsdamer Platz, a pochi metri dal muro di Berlino.

Sarà poi la volta di Bowie – The man who changed the world, che offrirà un’indagine sul profondo segno impresso dall’artista alla recente cultura sonora e visiva. Una serie di interviste esclusive al cantante e ai suoi amici e colleghi regalerà al pubblico un dettagliato colpo d’occhio su un vero e proprio eroe della musica.

La serata si concluderà con David Bowie – L’uomo dai mille volti. La panoramica sulla carriera e le vicende del Duca Bianco troverà un contesto quanto mai adatto nel castello di Hérouville, a nord ovest di Parigi. Un luogo leggendario, dove Bowie soggiornò per diversi mesi, all’epoca in cui la sua musica si apprestava a conquistare il mondo. Immagini d’archivio, interviste ai suoi collaboratori più stretti e le cover delle sue canzoni, realizzate da artisti del calibro di Lou Doillon, Alain Chamfort, Chilly Gonzales, Barbara Carlotti, Jeanne Added, restituiranno un ritratto autentico e sentito di Bowie.