Una nottata con la passione

8 aprile 2016


Sabato 9 aprile tornano su Sky Arte HD i primi cinque emozionanti episodi di Artists in Love, nuova produzione Sky Arts Production Hub condotta da Samantha Morton. L’intera serata sarà dedicata a cinque coppie di artisti memorabili, capaci di attribuire un nuovo significato al concetto di passione.

La serata prenderà il via con Picasso e Dora Maar, una delle coppie più esplosive del secolo scorso. Il primo incontro, avvenuto fra i tavolini di un bistrot parigino, fu fatale. Picasso rimase colpito dalla misteriosa donna con i capelli e gli occhi corvini intenta a giocherellare con un coltello fra le dita, incurante dei rischi. Anche Dora Maar, al tempo Henriette Theodora Marković, fotografa e pittrice cresciuta in Argentina ma presto entrata nel gruppo dei surrealisti di Parigi, subì l’incredibile fascino di Picasso, allora impegnato con la bionda e dolce Marie-Thérèse, madre di Maya. I due iniziarono una relazione clandestina, fatta di eccessi e umiliazioni, complice l’indole impulsiva di entrambi. Picasso costrinse Dora a dedicarsi esclusivamente alla pittura, affinché tra loro non ci fosse confronto sul piano artistico, e riuscì a piegarne il carattere volitivo e forte. Dopo nove anni, Picasso lasciò Dora, preferendole la giovanissima Françoise Gilot. Dora Maar cadde in preda a una profonda depressione ed entrò in una clinica psichiatrica, dove ricevette le cure di Jacques Lacan.

Salirà poi alla ribalta un’altra coppia burrascosa, formata da Salvador Dalí & Gala, due eccentriche personalità che hanno cavalcato il secolo scorso. Uniti da una passione inarrestabile, Dalí e Gala, all’anagrafe Elena Ivanovna Diakonova, polverizzarono qualsiasi linea di demarcazione tra arte e vita, tra immaginario e realtà, spingendosi ben oltre i confini del rapporto amoroso. A farli avvicinare fu un vero e proprio colpo di fulmine. Sposata con il pittore Paul Éluard, Gala entrò in contatto con la cerchia surrealista, di cui faceva parte anche il giovane Dalí. Immediatamente attratti l’uno dall’altra, i due intrapresero una liaison che sfociò nel matrimonio. Sempre più sull’onda del successo, Dalí elesse Gala a sua musa, firmando addirittura le proprie opere con il nome di entrambi. La loro relazione, protrattasi fino alla morte di Gala, nel 1982, fu tutt’altro che semplice: ripetuti e vicendevoli tradimenti, accompagnati da furiosi litigi, fecero da sfondo a un legame che, tuttavia, resta una delle storie d’amore più appassionanti del Novecento.

A seguire, toccherà a Maria Callas e Aristotele Onassis narrare la loro avvincente storia. Nata a New York nel 1923 da una famiglia di origine greca, Maria Callas inseguì la propria passione verso la musica lirica sin dall’infanzia: a soli 11 anni vinse un premio radiofonico interpretando La Paloma. Il divorzio dei genitori la condusse in Grecia, dove la sua carriera prese il volo. Fu l’Italia, però, a regalarle il successo, trasformandola nella Diva osannata ancora oggi. E fu nel Belpaese, a Verona, che la Callas conobbe Giovanni Battista Meneghini, destinato a diventare suo marito nel 1949. Il matrimonio non ingranò, complice il travolgente incontro della Divina con Aristotele Onassis, armatore greco milionario, conosciuto a bordo del suo yacht ancorato a Venezia. Nel 1959, all’apice della fama come soprano, la Callas pose fine al matrimonio con Meneghini, iniziando una burrascosa relazione con Onassis, che contribuì a mettere a repentaglio una carriera sfolgorante. Passionale e distruttivo, il rapporto fra i due minò la qualità delle esibizioni canore della Callas, sempre più lontana dal successo che l’aveva accompagnata fino ad allora. Quando Onassis decise di lasciarla – preferendole Jacqueline Kennedy, vedova del Presidente degli Stati Uniti d’America – il declino fu inesorabile. Ritiratasi dalle scene, Maria Callas morì il 16 settembre 1977, a 53 anni, dopo una vita di successi fulminei e passioni turbolente.

La parola passerà poi ad Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne, una coppia tanto romantica quanto tragica. Incontratisi a Parigi, Modì – in francese maudit, il maledetto – e la giovanissima Jeanne caddero vittime di una passione incontrollabile, capace di superare gli ostacoli imposti dalla famiglia di lei, ma anche di condurli in una spirale di caos, povertà e ottenebramento, che sarebbe sfociata in una vera e propria tragedia. Pittore dallo stile unico, Modigliani stava varcando le soglie della notorietà artistica, nonostante la dipendenza da alcool e droga e la minaccia della tubercolosi che già incombeva su di lui. Jeanne, a sua volta pittrice dotata di un discreto talento, divenne ben presto la musa di Modì e il soggetto ricorrente dei suoi ritratti, grazie al celebre incarnato di porcellana e ai lunghi capelli castani. Rimasta incinta del secondo figlio, la giovane donna non riuscì a sopportare la drammatica morte dell’amato, ucciso dalla tubercolosi a soli 35 anni, il 24 gennaio 1920. Il giorno successivo, accecata dal dolore e al nono mese di gravidanza, Jeanne si suicidò, siglando la conclusione di una storia straziante e appassionata, che polverizzò i confini tra la vita e l’arte.

La lunga nottata si concluderà in compagnia di Johnny Cash & June Carter. Entrambi musicisti, i due si conobbero proprio durante un’esibizione, presentati, a quanto pare, dal leggendario Elvis Presley. In quel momento, Cash promise a Carter che l’avrebbe sposata. E il matrimonio si celebrò davvero, nel 1968. L’unione con la cantante aiutò Cash a superare la sua dipendenza dalle sostanze stupefacenti e diede a entrambi nuova linfa, anche sul piano professionale. Nemmeno la morte pose fine al loro legame. La scomparsa di June, nel maggio 2003, fu seguita, solo qualche mese più tardi, da quella di Johnny, a riprova che, a volte, l’amore può superare i limiti del tempo.

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[Immagine in apertura: Illustrazioni di Chiara Ghigliazza per Sky Arte HD]