Artisti e mercanti del Terzo Reich

9 Dicembre 2019


La seconda puntata della serie I nazisti e l’arte rubata, intitolata Artisti e mercanti del Terzo Reich, in onda su Sky Arte lunedì 9 dicembre, si apre a Parigi, il 14 giugno 1940. La capitale che per Hitler rappresenta più di ogni altra la cultura e la bella vita viene occupata dai nazisti. Pochi giorni dopo, il Führer la visita da turista di lusso: percorre le strade e le piazze deserte, si sofferma davanti alla Tour Eiffel. Insieme a lui ci sono l’architetto Albert Speer e lo scultore Arno Breker. Proprio la storia di Breker, che ha legato il suo nome a quello del Terzo Reich, è emblematica: racconta il destino di un artista di regime. Negli anni dell’ascesa, le figure di Breker decorano i luoghi del potere e della propaganda. Oltre il 90% delle sue sculture pubbliche è stato distrutto dagli alleati e di Breker oggi non si ricorda più nessuno.

In Francia, come nell’Est Europa, il saccheggio del patrimonio culturale è gestito dall’ERR, l’organizzazione di intelligence e di conquista diretta da Alfred Rosenberg, ideologo del nazismo. Gli uomini del commando requisiscono libri, materiale politico, mobilio e opere d’arte. Album in pelle con le fotografie degli oggetti rubati – molti dei quali appartengono alla famiglia Rothschild – vengono inviati regolarmente a Hitler. Al Processo di Norimberga saranno presentati come prova delle razzie compiute dall’ERR.
Fanno parte del sistema anche i mercanti compiacenti tra cui Walter Hofer, Alois Miedl, Julius Böhler Jr., Karl Haberstock. Figure ambigue che – sotto una parvenza di legalità – estorcono e requisiscono i pezzi desiderati dai loro committenti. Promettono lasciapassare o più semplicemente colpiscono chi non può più ribellarsi.

L’arte diventa merce, anche di scambio: le opere degenerate spesso vengono utilizzate per riempire le casse dello Stato tedesco. Un effetto di questa partenza di opere e spesso anche di galleristi – come Paul Rosenberg, che riesce a fuggire a New York – è lo spostamento del baricentro del mondo dell’arte dall’Europa all’America. Ma soprattutto, il sistema nazista dei furti d’arte – con le sue violenze e le sue ipocrisie – ha reso molto difficile alle vittime e alle loro famiglie rivendicare restituzioni e giustizia.