I grandi della scultura a confronto

5 Marzo 2015

Auguste Rodin, il Pensatore

Rinascimento, Barocco e Romanticismo vengono accostati nel sabato sera di Sky Arte HD in nome di un medium artistico intramontabile: la scultura. Che sia a basso o altorilievo, monumentale o da cavalletto, a tutto tondo o incastonata nella nicchia di un’architettura a impreziosirne la facciata, ogni scuola o movimento artistico ha dato all’umanità almeno un grande scultore. I tre artisti di cui parleremo in questa Notte della Scultra, poi, si sono proprio guadagnati ciascuno un capitolo nella storia dell’arte.

Cominciamo il nostro viaggio conoscendo la vita Dietro l’artista – Rodin, nel nostro caso. Se ai giorni nostri lo consideriamo “un classico” della scultura, nell’Ottocento ben altra accoglienza ricevettero gran parte delle sue opere. Quello che i critici dell’epoca faticano a comprendere – e quindi “perdonare” – a Rodin è l’incredibile realismo delle sue figure. Che sono monumentali, dinamiche, ma soprattutto vere per anatomia e psicologia.
Pensiamo per esempio al gruppo scultoreo de I borghesi di Calais: sei cittadini – in nulla diversi dai contemporanei in carne e ossa – ritratti nel momento in cui si avviano fuori dalla loro città per andare incontro alla morte, nel corso della Guerra dei Cent’anni. Oltre alle pose e alle espressioni eloquenti, Rodin impose per la prima volta di allestire la scultura in piazza senza un basamento. Una tendenza che poi la scultura contemporanea farà propria, ma allora fu ferocemente osteggiata.

Da Rodin, passiamo a uno scultore che lo stesso artista francese prese a modello, per la capacità di infondere dinamismo e passione nella pietra inerte. Il docu-drama in onda nella seconda serata si intitola non a caso Michelangelo – Il cuore e la pietra. La produzione originale Sky Arte HD – in co-produzione con l’Associazione Metamorfosi – dà al maestro del Rinascimento fiorentino il volto espressivo di Rutger Hauer. A dar voce agli scritti e alle stesse emozioni di Michelangelo è, invece, il timbro unico e inimitabile di Giancarlo Giannini.

Altro artista polivalente è poi Bernini, con cui si conclude la nostra Notte della Scultura. Perché l’autore barocco fu architetto, certo, ma anche – e soprattutto, forse – scultore. Bernini ha saputo incarnare nel marmo le concezioni estetiche del suo tempo meglio di chiunque altro: nel cortocircuito tra sensualità e teatralità, tormento ed estasi delle sue figure sacre. Come ci insegna Simon Schama, nel corso di una puntata di Power of Art che muove i propri passi da uno dei capolavori assoluti del Seicento. La celeberrima Estasi di Santa Teresa.

Commenta con noi la serata sui social network seguendo l’hashtag #NotteDellaScultura.

La curiosità – Un ritrattista… a memoria! Molti potenti del suo tempo ambivano ad essere ritratti da Bernini, ma le distanze tra Roma e le principali corti d’Europa (oltre alla quantità di commissioni cui doveva rispondere) rendevano difficile rispondere a tutti. Nel caso di Francesco I d’Este e del cardinale Richelieu l’artista si limitò a prendere brevi appunti, quasi caricature, definendo poi entrambi i ritratti senza dover chiedere ai soggetti di posare.