Quando il cinema è sogno. E incubo

10 maggio 2013


Esiste probabilmente un solo aggettivo in grado di definire il cinema di uno tra i più inquieti ed eclettici protagonisti del Novecento. Visionario. Luis Buñuel è stato, per tutta la sua parabola artistica, costantemente sospeso in una dimensione onirica, nella costante tensione tra sogno ed incubo, realtà e immaginazione. Dallo stretto rapporto giovanile con i maestri surrealisti fino alle opere della maturità: Sky Arte HD racconta l’estro di un genio assoluto.

A parlare sono le immagini, straordinarie, dei più grandi successi di Buñuel; ma anche cineasti di oggi, che omaggiano un maestro in grado di influenzare per sempre il modo di concepire la settima arte. Per una volta davanti alla telecamera, e non dietro, ecco allora il regista scozzese Don Boyd; ma soprattutto Jean-Claude Carrière: scrittore e sceneggiatore che ha intrecciato la propria carriera con quella di Buñuel, accompagnando la produzione dei suoi ultimi lavori.

Tutto comincia dall’incontro fulminante con l’inarrivabile energia creativa di Salvador Dalì: un capolavoro assoluto “Un chien andalou”, film d’artista che sancisce l’inizio di un turbolenta e tormentata collaborazione. Buñuel e Dalì schiaffeggiano pubblico e critica proponendo esperimenti avveniristici: anticlericali, anticonformisti, antiborghesi. Il loro sodalizio produce arte che va contro il comune senso dell’estetica, travolgendolo e modificandolo in modo irreversibile.

Il documentario, ricco di interviste di repertorio allo steso Buñuel, propone la puntuale lettura critica di Peter William Evans, docente all’Università di Oxford, e del critico cinematografico Derek Malcolm: il loro contributo consente di ampliare l’orizzonte dell’analisi, riconoscendo la portata straordinaria della figura del maestro per la cultura occidentale. Restituendo un ritratto completo, che omaggia il genio leggendario di poeta dell’immagine.