Sogni e incubi nel cinema del dopoguerra

30 aprile 2014


La fabbrica dei sogni precipita nell’incubo. Quello del secondo conflitto mondiale. La guerra lascia cicatrici indelebili, anche a Hollywood: perché alla luce della situazione internazionale muta anche il modo di fare cinema. Come dimostra il successo delle opere firmate da Orson Welles e quello ottenuto dalle commedie di Vincente Minnelli e Stanley Donen, che evoca in esclusiva il suo più grande successo: Cantando sotto la pioggia .

Viaggio nell’America del maccartismo per una nuova puntata di The Story of Film, la monumentale biografia del cinema mondiale composta dal regista canadese Mark Cousin. Un racconto a puntate che, grazie alla testimonianza dei protagonisti e a un certosino lavoro di recupero delle fonti, permette di ricostruire in modo puntuale le diverse stagioni che hanno segnato l’evoluzione della settima arte.

A leggere questa importante stagione sono Robert Towne, premio Oscar per la sceneggiatura del Chinatown  diretto da Roman Polanski; Haskell Wexler, direttore della fotografia per autori del calibro di Elia Kazan, Milos Forman, Dennis Hopper e Michael Moore; e Paul Schrader, sceneggiatore di alcuni tra i più celebri pellicole di Martin Scorsese: Taxi Driver , Toro Scatenato , L’ultima tentazione di Cristo .

L’attenzione si sposta poi oltre Hollywood: le tensioni e i miraggi di libertà del Maghreb fanno da sfondo alle pellicole di Youssef Chahine, il primo regista di questa zona del mondo a meritare la ribalta internazionale. Ma gli Anni Cinquanta sono anche quelli dell’esplosione del cinema giapponese: quello di Kyoko Kagawa, attrice feticcio per Yasujiro Ozu, e del leggendario Akira Kurosawa:

La curiosità – Il primo ciak è arrivato nel gennaio del 1945, l’uscita nelle sale – in Italia – nel successivo mese di settembre. Un film che segue le drammatiche vicende della Liberazione, restando al centro dell’attualità: Roma città aperta  è stato realizzato con comprensibili, enormi difficoltà tecniche. Con gli studi di Cinecittà completamente spogliati dalle attrezzature ad essere trasformato in set è il Teatro Capitani di via degli Avignonesi.