Quando il design sfida le leggi della gravità

28 Marzo 2014


Abbiamo passato in rassegna ambienti e oggetti iconici, banchi di prova sui quali misurare teorie e prassi creative tra le più innovative. Quasi si trattasse di articolare una grammatica di base della forma: partendo dall’oggetto puro e semplice – una sedia, un tavolo, una poltrona – per declinare riflessioni estetiche complesse e articolate. Ora scegliamo di alzare l’asticella. Trattando il prodotto e il progetto non in quanto tali, ma come anime di un processo intellettuale di più ampio respiro.

Con l’approssimarsi del Salone del Mobile, evento che ogni primavera trasforma Milano in una capitale assoluta della creatività, Sky Arte HD torna ad occuparsi con attenzione del DE.SIGN. Ai nastri di partenza una nuova stagione per la fortunata serie che ha visto, con la sua annata d’esordio, incontrare i grandi protagonisti della scena internazionale; parterre che si rinnova oggi, coinvolgendo sempre più firme di grido e guardando in modo puntuale anche al passato.

Primo punto all’ordine del giorno quello legato alla Vertigine , sensazione oggettivata nelle arditissime soluzioni abitative che i vari Ron Arad e Carlo Mollino hanno proposto nel corso degli anni in impervie quanto fascinose aree montane. Ma il senso di sublime smarrimento suggerito dalle vette più ardite al mondo non risulta dissimile da quello registrato a tu per tu con un artista come Bob Wilson, che riesce a trasferire le emozioni di una scalata nella produzione di nuove opere.

Strepitoso il calendario delle prossime puntate, che vedranno tra gli ospiti personaggi di livello assoluto. Daniel Libeskind ci indurrà a ripensare all’architettura intesa come linguaggio privilegiato delle classi dirigenti e della politica, mentre con il direttore della Tate Liverpool Francesco Manacorda e con Oki Sato ci spingeremo a riflettere sul concetto di tempo, immaginando la differenza tra creazioni “che scadono” ed altre, invece, a lunga durata.

La curiosità – Due le grandi passioni di Carlo Mollino, tra i più grandi designer italiani del Novecento: la montagna e la velocità. Amori che trovano la propria sintesi nella sua eccentrica attività di sciatore: a lungo direttore della commissione delle scuole e dei maestri di sci, pubblico nel 1951 il curioso trattato Introduzione al discesismo .