Quando l’arte in Germania si oppose al nazismo

15 Agosto 2018


Terzo e ultimo capitolo della serie in tre parti Art of Germany, in cui il critico e storico dell’arte Andrew Graham-Dixon conduce gli spettatori di Sky Arte alla scoperta della nazione tedesca, attraverso i suoi Maestri e i tanti capolavori.
Nell’appuntamento di giovedì 16 agosto, in onda in prima serata, dopo aver rivalutato un’eredità storico-artistica lunga ben cinque secoli, pari a quella dell’Italia e della Francia per bellezza e unicità di esempi, giungeremo all’epoca contemporanea e a quel trauma collettivo – così devastante da aver fatto passare in sordina i 500 anni di storia che l’hanno preceduto – che va sotto il nome di Nazismo.

Andrew Graham-Dixon ci porta quindi in una Berlino “all’ombra di Hitler”, dove lo stesso gli artisti cercavano di opporre resistenza al regime attraverso ciò che sapevano fare meglio: i liberi pensatori, praticanti di un’avanguardia estetica priva di censure.
Ecco che Hannah Höch, George Grosz e John Heartfield trasformano in “politica” l’anarchia del movimento Dada nato a Zurigo, mentre non molto distante dalla metropoli la Bauhaus incoraggia la nuova generazioni di architetti e artisti a rigettare gli stilemi del passato – e la relativa retorica nazista che a quei simboli si appoggiava – per abbracciare il futuro, il progresso di pensiero e tecnica.
Il nazismo, la seconda guerra mondiale e la loro annichilente traccia si ritrova ancora nella Berlino dei nostri giorni, dove architetti e artisti cercano di fare i conti con il passato per non dimenticare, non ripetere, puntando a un futuro migliore. Dalle macerie, fisiche e sociali, sorgono allora l’eterea cupola del Reichstag e il monumentale, neo-espressionista Museo Ebraico, firmato da Libeskind.

L’episodio si concluderà guardando al presente e anche al futuro dell’arte tedesca, con l’incontro tra Graham-Dixon e la leggenda vivente rappresentata dal pittore Gerhard Richter, oltre alla scoperta dei più seguiti talenti emergenti attivi a Berlino.