Quando Mimmo diede uno… strappo all’arte!

13 maggio 2014


Una crisi profonda, totale, ammorbante e apparentemente definitiva. Un blocco devastante, acuito dalla noia che esercita una scena che sembra non avere più nulla da dire: non c’è sollievo nemmeno nel lungo soggiorno negli Stati Uniti, nell’incontro con Cy Twombly e Roy Liechtenstein, Yves Klein e Claes Oldenburg. Per il giovane pittore la strada dell’addio all’arte sembra segnata quando, nel momento più grigio, l’ispirazione torna a bussare alle porte della mente.

La città cambia in modo vorticoso, travolta dalla frenesia del boom: sui muri delle case, negli spazi riservati alle affissioni, si alternano con folle velocità volti di divi e dive, effimero sogno di benessere perpetrato dal cinema. Grande fabbrica di illusioni. Le immagini si stratificano, si sovrappongono le une alle altre, contendendosi il magro trofeo di una memoria a breve scadenza; ed è con l’atto dello strappo, piccolo scavo rivoluzionario, che il banco salta. Rompendo per sempre il ticchettio inesorabile del tempo.

Parlava di “intuizione zen”  per motivare la svolta stilistica che ne avrebbe segnato per sempre la carriera: Sky Arte HD ricorda il leggendario Mimmo Rotella, tra  più noti e migliori interpreti dell’arte italiana del secondo Novecento. Una figura clamorosamente moderna, aggiornata su riflessioni proprie della Pop Art e – soprattutto – del Noveau Réalisme teorizzato dall’amico Pierre Restany.

Straordinari materiali d’archivio e puntuali interviste a chi ha seguito da vicino il suo percorso creativo sono gli ingredienti di una serata che arriva a quasi dieci anni dalla scomparsa del maestro, ricordo sentito di un uomo schivo e riservato. Ma non per questo estraneo ad un panorama che ha saputo, giocosamente ma al tempo stesso con profonda maturità, riprendere il filo del discorso lasciato interrotto da Dada. Aggiornandolo in modo sublime.

La curiosità – La più grande collezione di opere di Rotella visibile al pubblico? Non si trova in un museo famoso, ma nel piccolo Museo di Santa Barbara: spazio affascinante, recuperato su iniziativa dell’artista Nik Spatari nei locali di una antico monastero bizantino dell’entroterra reggino. Insieme ai lavori di Rotella anche opere di Mario Schifano, Andy Warhol e Agostino Bonalumi.