Quando Roma fu capitale. Del contemporaneo

28 Gennaio 2014


Più che una semplice mostra la radiografia di un’intera stagione creativa. Declinata seguendo il percorso dettato dai suoi protagonisti, procedendo per nuclei tematici in grado di restituire la complessa ricchezza di una realtà straordinariamente affascinante. L’età dell’oro dell’arte contemporanea coincide, per Roma, con gli Anni Settanta. Parentesi eccezionale, raccontata da un grande evento a Palazzo delle Esposizioni. E a sua volta documentato da Sky Arte HD.

È in una città inquieta, agitata dallo spettro delle Brigate Rosse e dalle rivendicazioni degli anarchici, animata da quell’inimitabile lettore del suo tempo che fu Pier Paolo Pasolini che emerge una nuova generazione di artisti. Testimoniata oggi dal certosino lavoro messo in campo dalla curatrice Daniela Lancioni, abilissima nell’individuare con precisioni i momenti cardine di una stagione apparentemente troppo dinamica per poter essere fissata in modo nitido.

Il miracolo, invece, accade. Tutto ruota attorno a quattro mostre curate da Maurizio Calvesi, Achille Bonito OIiva e Alberto Boatto: eventi a vario titolo determinanti per stabilire l’inizio e la fine di un decennio che si riconosce nelle mappe tessili di Alighiero Boetti e nelle giocose provocazioni di Gino De Dominicis, passando dalle statue minimali di Luciano Fabro al progressivo ritorno alla pittura indotto da Francesco Clemente. Esperienza germinale per arrivare alla Transavanguardia.

Le quattro mostre d’epoca costituiscono il solido presupposto critico per raccogliere il lavoro di circa cento diverse firme attorno ai temi caldi affrontati dall’arte del periodo. Su tutti quello del linguaggio, spazio per le riflessioni concettuali di Vincenzo Agnetti; ma anche quello della politica, ovviamente. Si spazia dalla brutale vitalità di Mario Schifano alla composta e dolorosa prassi creativa di Jannis Kounellis, focalizzando tutte le sfumature di un’era di grande fascino.

La curiosità – È con “Vitalità del negativo”, grande mostra inaugurata il 30 novembre 1970, che si apre per Roma una grande stagione creativa. Per stuzzicare la curiosità dei romani, fuori da un Palazzo delle Esposizioni all’epoca in stato di degrado e location insolita per l’arte contemporanea, viene posta una serie di televisori che trasmettono ciò che accade all’interno: l’allestimento della mostra prima, il passare dei visitatori poi. Una trovata pubblicitaria che sembra quasi… una performance!