Quando Sly incontrò il vero Rocky…

5 Febbraio 2014


C’è un albergo che sembra un labirinto, dove il tempo ha una dimensione relativa. Un luogo magico: le porte, rigorosamente senza chiavi, si aprono su mondi tra loro distanti; creando connessioni, meccaniche relazionali, alchimie dello sguardo. C’è un albergo dove si incontrano, idealmente, i grandi protagonisti della cultura del nostro tempo. Eppure non si trova su nessuna guida turistica, e non è certo recensito da Tripadvisor! Il suo indirizzo? Cercatelo su Sky Arte HD…

Dopo il successo della prima stagione torna Destini Incrociati Hotel, la serie animata che nasce dal fortunato programma ideato da Giacomo Zito per Radio24. Nella sua trasposizione televisiva, la serie gioca con un fresco e ironico stratagemma narrativo: attori in carne ed ossa si calano all’interno di surreali scenografie digitali, indossando le maschere virtuali dei personaggi che interpretano, dando vita ad un affascinante teatro di marionette.

Kurt Cobain conosce Krist Novoselic e fonda i Nirvana, Salvador Dalì si imbatte in Luis Buñuel e cambia per sempre l’arte del Novecento; Ken Loach trasforma il bad boy  Eric Cantona da calciatore a star del cinema, mentre il galeotto Perry Smith ispira a Truman Capote uno tra i libri più importanti della letteratura americana. Vario il menù di questa nuova stagione di Destini Incrociati Hotel, carrellata di incontri che hanno fatto epoca.

Si parte con quello avvenuto, a bordo ring, tra un pugile semisconosciuto ed un attore alle prime armi. Il primo vanta una carriera da spettacolare incassatore, mai premiato con cinture o titoli importanti, eppure sempre applaudito come ostico avversario di campioni del calibro di Sonny Liston, George Foreman e Muhammad Alì; l’altro è un ambizioso giovane italo-americano a caccia di ispirazione. Si chiama Sylvester Stallone, e troverà ciò che cerca in Chuck Wepner. Padre putativo di un certo Rocky Balboa…

La curiosità – Con un record di 35 vittorie e 14 sconfitte Chuck Wepner non è ciò che può definirsi un campione assoluto della boxe. È passato alla storia per la sua tenacia e la difficoltà, da parte degli avversari, di riuscire a metterlo a tappeto; ma anche per aver sfiorato un record che, per quanto negativo, la dice lunga sulla sua conduzione dei match. Con 329 punti di sutura al volto è infatti il secondo pugile più “cucito” di sempre, battuto solo dall’italiano Vito Antuofermo