Quando spogliarsi è un’arte!

31 Ottobre 2013


È un eros esplosivo e conturbante, mai volgare perché divertito, ironico e giocoso. Flirta con i cliché di un’epoca che si è sedimentata nella memoria collettiva come trasgressiva, gioiosa, ammiccante e seducente. Riproponendone, in una attualizzazione che arricchisce e affascina, i suoi aspetti più intriganti. Il ritorno del burlesque è tra i fenomeni di costume più fortunati e insieme interessanti degli ultimi anni. Un revival tutto da scoprire, con un viaggio nella sua capitale designata.

Il regista spagnolo Ivan Aranega ci porta alla scoperta del Berlin Burlesque: nella città tedesca si rinverdiscono i fasti evocati dagli strepitosi racconti di Christopher Isherwood, resi immortali prima a Broadway e poi sul grande schermo dalla divina Liza Minnelli. Le atmosfere non sono infatti dissimili da quelle dell’epocale Cabaret : luci soffuse, piccoli locali, atmosfere da vaudeville, musiche sognanti e, naturalmente, ballerine di raro fascino.

Le telecamere di Aranega hanno accesso esclusivo ai camerini delle più acclamate star del new-burlesque, regine di un genere di spettacolo che sa mescolare il glam con il dark. A raccontarsi sono Michelle Carr, la più importante interprete della scena di Los Angeles, e Clea Cutthroat, Mad Kate e Tallulah Freeway: nelle loro parole la declinazione di una vera e propria filosofia di vita, che sa portare sul palcoscenico l’aspetto più estroverso di una cultura profonda e intrigante.

Costumi, musiche, corografie, maquillage: nulla è lasciato al caso. Il documentario mostra i minuziosi passaggi che sottendono la creazione di ogni show, nella completa esaltazione di una femminilità splendida e prorompente. Bellezze fuori dal tempo, insieme effimere ed eterne, simbolo di una rilettura del passato libera da retoriche nostalgie. Nuova modulazione di un’arte che è performance, sperimentazione, ibridazione tra più linguaggi.

La curiosità – La rinascita del burlesque ha una sua icona: Heather Renée Sweet, per tutti Dita von Teese. Memorabile, tra tutti i suoi show, quello che la vede esibirsi in uno streap-tease all’interno di una vasca che riproduce le sembianze di una coppa da Martini. Numero storico del suo repertorio, replicato – non senza scandalo – nella serata di apertura del Festival di Sanremo del 2010, dove restò vestita solamente di diamanti. Succinto abito del valore di due milioni e mezzo di dollari.