Ranxerox, controcultura a fumetti

3 Gennaio 2013


Ha studiato con Andrea Pazienza; è stato al fianco di Stefano Tamburini nelle avventure di “Cannibale” e “Frigidaire”, bibbie della cultura undeground italiana. Ha disegnato copertine di album per Frank Zappa e, insieme al regista e attore Alain Chabat, ha conquistato Parigi. Tanino Liberatore è personaggio controcorrente. Si racconta, geniale e irriverente, alle telecamere di Sky Arte HD.

Violenza, oscenità e turpiloquio. Queste le accuse mosse a Tanino Liberatore, nei primi Anni Ottanta, dai legali della Xerox Corporation: non va giù alla multinazionale americana l’eroe cyber-punk che il fumettista ha battezzato ispirandosi ad una fotocopiatrice prodotta dal gruppo; anti-eroe moderno che imperversa sulle pagine di “Cannibale”. Il cambio d’identità è d’obbligo: da Rank Xerox si arriva al definitivo Ranxerox. Un trionfo.

“Un fumetto pieno di violenza gratuita”: così lo stesso Liberatore ricorda, alle telecamere di Sky Arte HD, quello straordinario esperimento di narrazione creativa. Estremo, incontenibile, esagerato: esaurito lo slancio delle rivolte studentesche, Ranxerox incarna il disorientamento di una intera generazione. Disinibita e disinvolta, ma anche vittima inconsapevole delle illusorie promesse di una stagione difficile.

In una intervista rigorosamente senza filtri, Liberatore ripercorre il fermento creativo di quegli anni; il rapporto con grandi del fumetto, come Filippo Scozzari e gli stessi Pazienza e Tamburini. Ma soprattutto la fortuna senza tempo di Ranxerox, personaggio amato anche da Frank Zappa. Tornato ai fasti di un tempo grazie alla collaborazione con Chabat, papà di Canal+, regista e attore di film di grande successo.