Renoir e la luce. Una storia d’amore

18 Dicembre 2013


Gli anni ruggenti della bohème più libertina e disinvolta, le interminabili serate passate a discutere d’arte con gli amici Monet, Sisley e Bazille; gli stupefacenti ritratti di un maestro capace di scovare dentro uno sguardo anche fugace le più insondabili profondità dell’anima. La fascinazione per la natura, l’esplosione cromatica di paesaggi e giardini degni di essere considerati paradisi in Terra; e poi la riflessione matura e originale sulla classicità.

Una mostra dal fascino assoluto quella che alla Galleria d’Arte Moderna di Torino racconta il mondo di Pierre-Auguste Renoir, tra le firme più autorevoli dell’Impressionismo. Una sessantina i pezzi in arrivo dal Musée d’Orsay e dall’Orangerie di Parigi, opere che contribuiscono a costruire un percorso narrativo unico ed inedito: documentato dalle esclusive immagini raccolte dalle telecamere di Sky Arte HD.

C’è chi si mette in posa, maliarda come Madame Darras  o elegantemente spavaldo come Charles Le Cœur , e c’è chi si lascia sorprendere di nascosto come La Lettrice : Renoir ci regala una galleria straordinaria di volti e personaggi, restituendo a oltre un secolo di distanza l’atmosfera disinvolta della Ville Lumière di fine Ottocento; ma sa al tempo stesso svestire i panni del cronista per indossare quelli, contemplativi, del raffinato filosofo della forma e del colore.

Le gioiose e giocose campiture de L’altalena  riscrivono il modo di rendere il movimento in pittura, manipolando la luce con risultati di incantevole meraviglia; l’occhio magistrale di Renoir, al tempo stesso chirurgico e fotografico, sa restituire la realtà secondo nuovi parametri. Caricati di un fascino immortale. Lo stesso che ammanta le opere della maturità di un artista che sa reinventarsi costantemente, trovando nella rilettura del passato nuovi eccezionali spunti creativi.

La curiosità – Il miglior narratore di Renoir? Il figlio Jean, tra i registi più famosi del cinema francese: è sua la firma su una delle più lette biografie del padre pittore, fitta di aneddoti, massime e veri e propri aforismi d’artista. Notevole il commento attribuito all’artista in merito alla notizia del viaggio di Gauguin ai tropici: “Si può dipingere anche a Batignolles!” .