Resa dei conti sui tetti di Bruxelles

15 Luglio 2013


Ed ora tutti i nodi vengono al pettine. Ultimo appuntamento con The Spiral, la prima serie crime mai dedicata al mondo dell’arte, produzione tutta europea che ha rivoluzionato il modo di concepire il rapporto con il pubblico. Scatenando in occasione della sua prima messa in onda, avvenuta tra Olanda, Belgio, Germania e Scandinavia, una caccia al ladro virtuale che, grazie alla potenza del web, ha coinvolto ed entusiasmato centinaia di persone.

Tutto ruota attorno all’inafferrabile Aldo, figura di fantasia ispirata al leggendario Banksy, artista controcorrente dall’identità misteriosa che affida alle proprie opere messaggi di forte critica sociale. Il suo capolavoro è il furto di sei tele in altrettanti musei d’Europa, con la seguente spedizione della refurtiva attraverso il tradizionale sistema postale: la seguente caccia al tesoro è parte integrante dell’oscuro, affascinante piano.

Perché chi riesce a intercettare le opere è invitato a raggiungere Bruxelles, salire sul tetto del Parlamento Europeo per il più misterioso dei rendez-vous. Cosa accadrà una volta radunato tutto il bottino? Chi è davvero Aldo, quale messaggio ha voluto dare attraverso questa pericolosissima performance? È evidente che, sotto, ci sia qualcosa di più: la scia di delitti che ha segnato l’evoluzione della caccia parla chiaro…

Siamo alle ultime battute della serie, i quadri stanno per arrivare a Bruxelles, il cerchio è prossimo ad essere stretto, la verità vicina ad emergere. Sullo sfondo l’enigmatica Kallengar Holdings, azienda che tutto sembra potere ma che nessuno in realtà conosce pienamente, mano occulta che tesse trame nell’ombra, influendo sui movimenti dei cacciatori di opere. E sulla cui reale natura non sono da escludere clamorosi colpi di scena.

La curiosità – La sede belga del Parlamento Europeo, teatro dell’ultima puntata di The Spiral, è il Palais Charlemagne, colosso edificato nel 1967 e oggetto a fine Anni Novanta di un lungo e radicale intervento di restauro. I residenti di Bruxelles lo hanno ribattezzato, ironicamente, “Caprice des Dieux”: da un lato per la forma ovoidale della struttura (che ricorda la confezione tipo del celebre formaggio!), dall’altro per gli alti costi sostenuti per la sua costruzione.