Roberto Succo. Negli abissi del Male

25 aprile 2013


Il volto più inquietante del Male. Quello di un giovane al di sopra di ogni possibile sospetto: il classico bravo ragazzo. Che aggredisce la madre e la massacra con oltre trenta coltellate, attende il ritorno a casa del padre e lo uccide a colpi d’accetta. Tenta la fuga, viene arrestato; evade dal carcere e ripara in Francia, dove lascia dietro di sé una lunga scia di sangue. Roberto Succo è protagonista di una delle pagine più agghiaccianti della cronaca recente.

I suoi crimini efferati, la discesa senza ritorno in una spirale di perversa furia omicida, non mancano di esercitare forte impressione nell’opinione pubblica. E non possono non suggestionare la fantasia di Bernard-Marie Koltès, tra i più estrosi drammaturghi degli Anni Ottanta: sempre vigile quando si tratta di sondare i lati più controversi della società contemporanea. Indagando, provocando e stupendo con una capacità di analisi di stupefacente profondità.

Il Roberto Succo portato sulle scene da Koltès ha, in esclusiva per Sky Arte HD, il volto e la voce di Carmine Recano: l’attore napoletano sceglie questo ruolo per dare vita al suo Atto Unico, monologo serrato che sintetizza in poche battute l’irrefrenabile passione per il teatro. Non ci sono interventi in sede di regia, scenografie o effetti particolari: solo un palco nudo e la voce dell’attore. Un faccia a faccia tra pubblico e interprete diretto, immediato, coinvolgente.

È abituato a ruoli duri Recano, arrivato al cinema dopo una lunga gavetta nella fiction: partendo dalla soap RAI “Un posto al sole” e arrivando a serial polizieschi come “Carabinieri”. Sul grande schermo si fa apprezzare come co-protagonista di “Tatanka”, il film con soggetto di Roberto Saviano che vede l’esordio davanti alla macchina da presa del pugile Clemente Russo. Una storia estrema, dove violenza e ansia di riscatto camminano a braccetto.