Rocco Papaleo, un mattatore a teatro

23 aprile 2014


Un prete spretato. Una donna in crisi coniugale. Una madre ossessionata dalle apparenze. Una ex prostituta e un marito tradito. Una confusa e rocambolesca impresa edile. Un faro affacciato sul Mediterraneo, finis terrae  che dovrebbe nelle intenzioni nascondere, proteggere dagli occhi e dalle maldicenze del mondo. Ma che si rivela invece catalizzatore di un’umanità varia e disparata, a tratti anche disperata. Eppure assolutamente, umoristicamente, irresistibile.

Gli ingredienti per la più classica commedia degli equivoci ci sono tutti: eccoci al Teatro delle Arti di Salerno, dove è di scena Una piccola impresa meridionale  , straordinario esperimento condotto in prima persona da Rocco Papaleo. Autore, regista e interprete di una pièce sospesa tra teatro di narrazione e cabaret vecchio stile, tra lacrime e risate; con l’attore lucano a vestire i panni del crooner, del mattatore, del fine dicitore, dell’intrattenitore…

A raccontare la genesi del progetto – tratto da un romanzo dello stesso Papaleo e già portato con successo sul grande schermo – è una nuova puntata di Camerini, la serie che svela i segreti dei grandi protagonisti del teatro italiano contemporaneo. Con Marco Baliani a incontrare dietro le quinte colleghi e colleghe, partendo dall’analisi degli spettacoli in cartellone per arrivare a osservare l’arte, la cultura, il mondo dal punto di vista privilegiato del palcoscenico.

Un’analisi ironica, disincantata, realistica dei vizi e delle virtù del nostro tempo: Una piccola impresa meridionale  fotografa con eccezionale lucidità l’ossessione tutta contemporanea per l’apparenza, denunciando lo scarto tra la nuda verità e la maschera che spesso ci obblighiamo a indossare. Scoprendo infine come la realtà, spesso, venga accettata con molta più comprensione e bonomia di quanto avevamo immaginato…

La curiosità – Uno scienziato fulminato… dalla scena! Rocco Papaleo lascia giovanissimo la natia Basilicata per trasferirsi a Roma: la sua intenzione non è quella di darsi al teatro, ma di laurearsi in matematica. È grazie all’intercessione di un’amica che si iscrive ad una scuola di recitazione, cambiando così decisamente rotta!