Rococò, una nuova età dell’oro

2 dicembre 2014


Il rigore formale, l’eleganza perfetta del Rinascimento. E poi, quasi una reazione, la passionalità del Barocco: l’intensità emotiva, l’estasi e il coinvolgimento passionale  in un processo creativo che sconvolge in tutto e per tutto. Anima e corpo. Una rivoluzione, quella barocca, che si esaurisce e sfocia in una delle stagioni più fraintese della storia dell’arte: il Rococò. Periodo a lungo addirittura bistrattato, tacciato di leggerezza e vacuità concettuale, concentrato su un eccessivo decorativismo. Ma è davvero così?

A farci ricredere è Waldemar Januszczak, critico d’arte della BBC e grande divulgatore, protagonista di Rococò – Viaggi, Piaceri e Follie, serie che ci catapulta nella frizzante atmosfera delle grandi corti europee del Settecento e nei salotti della nascente borghesia; osservando, insieme, l’affiorare di nuovi modi di concepire il Bello. E di fissarlo su tela, o plasmarlo in forma plastica con raffinate sculture e sfarzose decorazioni.

Nel primo episodio di questa nuova avventura, Waldemar si concentra sul tema del viaggio: considerato determinante per affrontare il Rococò in modo completo e libero da pregiudizi. Perché? Perché per la prima volta nella storia dell’uomo cambia il profilo del viaggiatore: non più solamente avventuriero, soldato, monaco o mercante; ma anche – per quanto privilegiato! – uomo comune. Non ci si sposta più, insomma, solo con uno scopo preciso: ma anche per il gusto di farlo.

E nasce così un nuovo modo di osservare il paesaggio: più speculativo, più interiorizzato, filtrato da esperienze mai provate prima. Si inaugura allora la grande tradizione dei vedutisti, partendo ovviamente dall’Italia – con il Canaletto e Francesco Guardi a contribuire al creare il mito di Venezia – e arrivando fino all’Inghilterra, dove si gettano con Hogarth basi ineludibili su cui costruire la grande tradizione della pittura moderna.

La curiosità – Pietre e conchiglie, usati come elementi decorativi per costruire nei parchi delle grandi famiglie della nobiltà finte grotte; rocce, e quindi in francese rocaille . Da questo termine deriva la parola rococò , assunta nel significato che oggi conosciamo dalla critica d’arte ottocentesca.


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