Rothko a teatro. La rivolta dell’artista

28 Novembre 2013


Qualsiasi artista confesserà di lavorare in fondo solo per se stesso. Di gettare sulla tela, in forma quasi terapeutica, le proprie ansie e sofferenze; di rispondere con la manipolazione della materia, la plastica o la fotografia, a un’urgenza intima e totalizzante. Ma ogni artista sa, nel profondo, che il proprio lavoro vive del confronto con l’altro, del dialogo con il pubblico, dell’estasi e anche del disorientamento che sa suscitare. Non esiste un’opera a uso esclusivo di chi la creda. O forse si.

Romeo Castellucci porta sul palcoscenico del Teatro Argentina il suo The Four Seasons Restaurant , pezzo tra i più interessanti dell’edizione 2013 del Romaeuropa Festival. Un dramma che nasce dalla suggestione e dal rispetto per chi fece “il gran rifiuto”: Mark Rothko, ingaggiato per una serie di opere da collocare nelle sale di uno tra i più prestigiosi ristoranti di New York. Tormentato al punto da trattenere per sé quei lavori, entrati a pieno titolo nella leggenda.

In una società dominata dall’immagine e dal compromesso, la  scelta di Rothko risulta vigorosa, estrema, quasi violenta. Negando al pubblico la propria opera l’artista si pone al centro di un ossimoro, diventando di fatto iconoclasta: ma ribadendo così l’identità e l’autonomia del suo lavoro. Castellucci parte da questo dato per esaminare in tutta la sua complessità la figura dell’artista nella contemporaneità, i suoi dubbi e le sue piccole grandi tragedie interiori.

Quale ruolo ha, oggi, l’artista? Qual è il suo posto nella società? Ha il compito di educare, illustrare il reale, indicare la rotta oppure solo quello di deliziare, dilettare, compiacere? Interrogativi antichi, che si caricano di nuovi profondi valori simbolici: in una rassegna che accosta idealmente a Rothko i grandi sovversivi della cultura. Partendo da Empedocle, il filosofo classico simbolo della solitudine dell’artista.

La curiosità – Arte al ristorante: è lungo l’elenco di opere esposte nel corso degli anni al Four Seasons  , partendo da Jackson Pollock. Nel periodo in cui Rothko stava elaborando i pannelli destinati al locale, il loro posto fu preso dai Blue Poles  , affittati dal legittimo proprietario. Poi arrivarono i Picasso, i Mirò, gli Stella, gli Indiana…