Roy Lichtenstein. Il disegno, innanzitutto

10 Dicembre 2014


Lo conosciamo per i suoi dipinti e le serigrafie; siamo abituati a pensarlo, insomma, come dominatore del colore, quasi le forme nascessero in modo spontaneo come esplosioni cromatiche talvolta addirittura incontrollate. Alle origini di tutto c’è invece, anche per lui, il disegno: concetto tutt’altro che banale se rapportato al lavoro di chi ha partecipato ad una delle più importanti rivoluzioni del Novecento nel campo dell’immagine.

Il disegno è la base della mia arte. È là dove i miei pensieri prendono forma”  diceva di sé Roy Lichtenstein, tra i più importanti interpreti della Pop Art, ospite alla Galleria d’Arte Moderna di Torino con una mostra che sa scendere in profondità nel suo processo creativo, fino a individuarne l’essenzialità, i mattoni fondamentali. Un’esperienza illuminante quella orchestrata da Danilo Eccher, direttore del museo piemontese e curatore dell’evento; un’esperienza restituita dalle telecamere di Sky Arte HD in una nuova puntata di Grandi Mostre.

Grande di nome e mai come in questo caso anche di fatto l’evento della GAM. Lo è sì per le duecento opere esposte, a coprire una parentesi cronologica che si inaugura nell’immediato dopoguerra e arriva fino agli Anni Novanta; ma soprattutto perché sceglie di proporre un taglio curatoriale inedito per l’Italia, concentrandosi su un medium narrativo che – in riferimento a Lichtenstein – solo raramente è stato affrontato in modo così completo ed esaustivo.

Difficile raccogliere in un’unica sede espositiva così tanti disegni dell’artista: l’ultima volta è stata nel 1987, in occasione di una memorabile mostra al MoMA di New York; mentre per ritrovare un progetto analogo nel Vecchio Continente bisogna tornare indietro addirittura al 1975 e spostarsi al CNAC di Parigi. Dati che ci consegnano la misura del carattere squisitamente eccezionale di un evento unico nel suo genere. In senso letterale!

La curiosità – Un artista… da corsa Roy Lichtenstein! L’edizione 2014 di Art Basel Miami ha visto l’esposizione del rarissimo modello di BMW 320 completamente decorato dall’artista americano nel 1977: un esemplare che prima di finire in gallerie e musei è transitato a 290 km/h sul circuito di Le Mans.