La misteriosa ragazza di Roy Orbison

7 Aprile 2015

Roy Orbison, Mystery Girl

Nel 1989, Roy Orbison incideva il suo ultimo capolavoro, l’album Mystery Girl. Nel 2014, un documentario per la regia di Alex Orbison – figlio del leggendario cantautore e chitarrista statunitense – ne ha celebrato il 25° anniversario.

Stasera Sky Arte HD offre ai suoi spettatori la prima visione di Mystery Girl: Unraveled, video-narrazione di un’ora che racconta – canzone per canzone – la nascita del celebrerrimo disco. All’interno di questo esclusivo documentario, Alex ha raccolto nuove interviste con amici, parenti e “colleghi” di Roy, da Bono a Jeff Ayeroff, in cui tra aneddoti e ricordi si approfondisce la vita e la carriera dell’autore di Pretty Woman.

Non possono mancare, poi, le immagini di repertorio cui la famiglia Orbison ha continuato ad avere accesso e che generosamente sono state messe a disposizione per la realizzazione di questo film-tributo. Accanto a live mozzafiato, filmati nello stesso periodo in cui Roy registrava Mystery Girl, vedremo montate le stesse sequenze di registrazione in studio e le sessioni nel più informale garage di Mike Campbell, dove in realtà gran parte del disco è stato inciso.

Il documentario si conclude infine con un brano rimasto inedito fino al 2014, incluso nella ristampa deluxe dell’album. The Was Is Love riprende il cantato di Roy Orbison, originariamente registrato su un ordinario mangiacassette: un nastro la cui esistenza era rimasta a lungo sconosciuta, finché il suo ritrovamento non ha portato i figli di Roy (Wesley, Roy Jr e lo stesso Alex) alla decisione di utilizzare la canzone inedita per realizzare il sogno della loro infanzia. Portato il nastro al Cabin Studio di John Cash, nel Tennessee, i tre figli di Roy si sono uniti – strumenti alla mano e gole spiegate – alla voce del padre, incidendo così un brano di grande impatto artistico ed emotivo.
Come ha spiegato Roy Jr, infatti, i tre Orbison sono diventati musicisti più che altro “per suonare nella band di papà, una volta diventati adulti”.