Salisburgo riabbraccia il suo Mozart

14 Giugno 2013


Un allestimento raffinatissimo, minimale, con le scene disegnate quasi esclusivamente da eleganti giochi di luce. Un’atmosfera di sospensione temporale, a tratti fiabesca, popolata da personaggi onirici, ammantati del candore ammaliante di costumi modernissimi. Versione non convenzionale per Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart, opera buffa su libretto dell’italiano Lorenzo da Ponte registrata nella prestigiosa cornice del Festival di Salisburgo.

È l’estate del 2006 e la città austriaca festeggia il 250esimo anniversario dalla nascita del suo figlio più celebre, tanto ignorato in vita quanto rivalutato e amato nei secoli a venire. Un’impresa monumentale la messa in scena di tutte e ventidue le opere liriche da lui scritte: in un programma così ricco e articolato spicca la lettura di Così fan tutte proposta da Ursel e Karl-Ernst Herrmann, innovativa e insieme rispettosa del carattere più genuino della partitura originale.

La scelta degli interpreti rasenta la perfezione, nella creazione di coppie inedite che si esaltano al massimo nell’armonia di duetti mozzafiato. Così l’esplosività della soprano Ana Marìa Martìnez si lega meravigliosamente ai toni caldi e sensuali del timbro di Sophie Koch, magnifica nella parte di Dorabella. Un cast giovane, sorprendente per qualità, condotto per mano dall’esperienza di veterani del calibro di Helen Donath e Thomas Allen, splendido nei panni di Don Alfonso.

Sul podio Manfred Honeck, cresciuto sotto l’egida di Claudio Abbado e già direttore della Staatsoper di Stoccarda, considerato bacchetta di sicura affidabilità e grande sensibilità interpretativa. A lui il compito di dirigere i Wiener Philharmoniker, semplicemente magnifici nel proporre con suadente freschezza una partitura irresistibile, incalzante e travolgente nella sua carica di schietta e irrefrenabile vitalità.

La curiosità – Documentata l’adesione di Mozart alla massoneria: è il dicembre del 1784 quando il compositore viene iniziato alla loggia viennese de “La Beneficenza”, episodio che ha spinto da sempre storici e critici musicali a tentare di rintracciare messaggi occulti all’interno delle sue opere. Capita anche per l’apparentemente cristallina Così fan tutte. Secondo un filone della critica la struttura dell’opera, giocata sull’insistenza dell’elemento del doppio e della coppia, sarebbe allusiva di significati alchemici; come pure gli escamotage architettati dai vari personaggi sarebbero parodia di riti iniziatici.