Seattle sound: dai Pearl Jam ai Nirvana

18 Agosto 2014


Camicie di flanella, anfibi, capelli lunghi, chitarre. E un dolore esistenziale da gridare in musica, reazione disperata alla fine dell’american dream . Questa l’estetica grunge e questa la sua anima; questi i segni dell’ultima grande stagione che il rock ha conosciuto. Questi caratteri di una vera e propria nazione, che ha la sua capitale riconosciuta in Seattle: dove arriva Sky Arte HD, per raccontare il rapporto della città con la “sua” musica.

Si avvicinano a compiere venticinque anni di carriera: meritano in toto, allora, l’appellativo di Rock Legend! La serata parte con un viaggio nel mondo dei Pearl Jam, l’unica band grunge che ha saputo resistere allo scorrere del tempo senza mai sciogliersi, continuando a sfornare un successo dietro l’altro. Grazie alla vena creativa di un mattatore come Eddie Vedder, al genio musicale di Mike McCready e Stone Gossard, al muscolare senso del ritmo di Jeff Ament e Matt Cameron.

Tocca in seconda battuta a Voodoo Child, documentario che ripercorre l’eccezionale carriera di un altro figlio di Seattle: che nulla ha a che vedere con il grunge, ma che ha ispirato con il proprio esempio intere generazioni di chitarristi. Rarissimi filmati d’epoca e scritti autografi, emersi dagli archivi della famiglia, permettono al regista Bob Smeaton (già vincitore di un Grammy per il suo Beatles Anthology ) di farsi semplice ma splendido traduttore di una completa autobiografia d’artista. Quella di Jimi Hendrix.

Da una leggenda del rock a un’altra: Sky Arte HD celebra il mito di Kurt Cobain con lo straordinario About a son, ritratto compilato con rispettoso rigore dal regista AJ Schnack. Nasce tutto dalla sbobinatura delle venticinque ore di interviste inedite rilasciate a Michael Azerrad, il giornalista e critico musicale cui spetterà pubblicare la più fedele e dolorosa biografia dei Nirvana: un materiale importantissimo per entrare nell’anima di un simbolo della Generazione X.
 
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La curiosità – La passione per la musica? Arriva se possibile dopo quella per il basket! A inizio carriera i Pearl Jam scelgono come nome quello di Mookye Blaylock, in onore dell’omonimo playmaker dei Nets. Scelta che sono costretti a rivedere a causa dei diritti sull’immagine del giocatore, che scelgono comunque di omaggiare con l’uscita del loro primo album. Intitolato Ten , come il numero stampato sulla canotta del loro idolo.