Serata di gala per i big del jazz

3 Settembre 2013


Anche il mondo del jazz ha la sua notte degli Oscar. Quella che dal 1982 vede assegnare i prestigiosissimi NEA Jazz Masters Award, riconoscimenti che celebrano gli interpreti migliori e i compositori più geniali. Un onore toccato anche a Ramsey Lewis, il pianista sette volte premio Grammy istrionico conduttore de Le Leggende del Jazz. Che dedica una puntata ad alcuni tra i più fenomenali artisti premiati nel corso delle ultime edizioni della kermesse.

Mastica musica da quando aveva quattro anni e ascoltava, rapito, le jam session con cui papà Armando coinvolgeva gli amici artisti. Negli Anni Settanta ha rivoluzionato il modo di fare jazz mescolando gli standard classici con la vitalità della musica latina, generando l’irresistibile varietà della fusion: Chick Corea rapisce con il proprio pianoforte il pubblico di Ramsey Lewis esibendosi in una rumba scatenata.

Caldissime sonorità latine anche per un altro ospite della serata. È un maestro indiscusso delle percussioni Ray Barretto, dotato di un senso del ritmo fuori dal comune: eccolo prendere in mano uno tra i brani più celebri del celeberrimo Thelonious Monk e rivisitarlo con un arrangiamento speziato e coinvolgente. La splendida I mean you  rivive alla luce di sonorità impreviste e imprevedibili, assumendo colori che ne esaltano l’eccezionale potenziale espressivo.

In chiusura di puntata non poteva mancare un crooner di razza. A scaldare il cuore e l’anima è lo straordinario Tony Bennett, erede dichiarato dell’inimitabile Frank Sinatra: un interprete capace di vendere oltre 50milioni di copie nel mondo, forte della conquista di ben 17 Grammy Awards. Un gentleman della canzone americana, protagonista insieme a Corea e Barretto di una jam session finale da brividi.

La curiosità – Cantante amatissimo, ma anche apprezzato pittore. Tony Bennett coltiva fin da giovanissimo la passione per la pittura: tra i suoi soggetti preferiti i paesaggi colti dalle finestre degli hotel che lo vedono riposare al termine delle sue costanti tournée in giro per gli Stati Uniti. Tele che l’artista firma con il suo vero nome, Anthony Benedetto, preferito allo pseudonimo Bennett.