Una serata da vivere… sulle punte

1 agosto 2014


E uno, due, tre, quattro… attenzione a non perdere il ritmo della serata che Sky Arte HD dedica ai grandi protagonisti della danza moderna! Una notte indimenticabile, con il sipario che si alza su Boris Eifman – Prova generale, incontro con uno tra i più eclettici coreografi del nostro tempo. Il geniale Eifman, da oltre 35 anni alla guida della compagnia di balletto di San Pietroburgo: un gruppo leggendario, che lui ha plasmato in modo letteralmente sublime.

Da una parte del globo a quella opposta, da un lato all’altro di quella che fu la Cortina di Ferro: culture, tradizioni, suggestioni agli antipodi per la scuola russa e quella statunitense. Come dimostra Joffrey Ballet – I maestri dell’American Dance, percorso che ci introduce alle rivoluzionarie intuizioni firmate a metà Anni Cinquanta dal coreografo Robert Joffrey e dal ballerino Gerald Arpino. Creatori di una compagnia che ha affascinato il mondo, partendo da una certa Jackie Kennedy.

Un classico del teatro di prosa, trasformato in un classicissimo della danza. Ma riadattato, trasformato, rivisitato: esaltato grazie ad una veste del tutto nuova. Cercando Romeo e Giulietta troviamo il National Ballet of Canada, magnifico interprete della versione dell’opera ideata da Alexei Ratmansky: un’energia dirompente quella scatenata sul palco, là dove palpitano al massimo della propria potenza le emozioni più coinvolgenti.

La serata si chiude sulle orme di Una vita per la danza: quella di Maurice Béjart, tra i più grandi coreografi di sempre. Raccontato grazie a splendide immagini di repertorio e alle parole di chi con lui ha vissuto e collaborato: da Claude Bessy, direttrice della scuola di danza dell’Opéra di Parigi, al celebre ballerino Jorge Donn, per cui Béjart ha coreografato un’edizione spettacolare del “Bolero” di Ravel. Fino alla sorella Claude, che ripercorre l’infanzia e gli anni della gioventù del maestro.

Commenta con noi la serata sui social network seguendo l’hashtag #DanceDancedance

La curiosità – Debuttante all’Opéra di Parigi a soli quattordici anni: un predestinato, Maurice Béjart. Il suo genio balza alle attenzioni della critica internazionale negli Anni Cinquanta, quando realizza l’inedita “Sinfonia per un uomo solo” e quando offre innovative interpretazioni dei capolavori di Igor Stravinskij.