Serge Gainsbourg, ritratto di un seduttore

16 Gennaio 2013


C’è il latin lover, immagine vuota dello sciupafemmine che inanella una conquista dietro l’altra; senza passione, senza sentimento. E poi c’è Serge Gainsbourg, l’uomo che amava le donne, raccontato su Sky Arte HD con un documentario che svela l’inarrivabile profondità di una figura fondamentale per la musica e il costume del Novecento. Raccontato dalla voce di chi lo ha amato, follemente, senza limiti o pregiudizi.

“Diceva qualunque cosa gli passasse per la mente”  ricorda Bambou, al secolo Caroline Von Paulus, statuaria modella che gli diede il figlio Lulu. Gainsbourg era così, come la sua musica e la sua poesia: schietto, diretto, immediato, senza fronzoli. E per questo autentico, apprezzatissimo dal pubblico, stimato dalla critica. E dalle donne. Molte, belle e famose quelle che hanno vissuto con lui storie intense, raccontate oggi tra sorrisi e malinconia.

Una parata di stelle quella che sfila in un documentario ricco di aneddoti: dai passionali tango danzati con Jane Birkin alle scottanti e provocatorie canzoni scritte per Régine e France Gall; fino al tormentone “Je t’aime, moi non plus”, giocato attorno  al triangolo tra lo stesso Gainsbourg,la Birkine Brigitte Bardot. Esagerato, irriverente e decisamente ironico: questo il ritratto dipinto da Juliette Greco, Vanessa Paradis, Buzy. Compagne d’avventura di un inguaribile provocatore.

Non un bell’uomo, Serge Gainsbourg: almeno non nel senso canonico, classico del termine. Negli anni ruggenti di Alain Delon e Jean-Paul Belmondo il suo profilo imperfetto è come un incantesimo, la sua parola una magia: a seguirlo, estasiate, donne dal fascino indiscutibile, attrici e cantanti vinte dai modi insieme burberi e raffinati, dolcissimi e piccanti. Un uomo che amava le donne, Gainsbourg. Ampiamente corrisposto.