Siamo tutti un po’ Ulisse. A Milano

8 agosto 2013


Si compie nell’arco di una sola giornata l’epopea dell’Ulisse  di James Joyce. Dall’alba a notte fonda. E in una lunga serata d’estate si affolla il ricco catalogo di voci e sensazioni, pensieri e parole che ispirandosi ad uno tra i romanzi più importanti del Novecento e al poema di Omero indaga in profondità l’uomo e il suo mistero. Va in scena La notte degli Ulissi, lunga no-stop che propone senza soluzione di continuità le dieci puntate della serie Gli Ulissi a Milano .

Attori e registi, scrittori e filosofi, scienziati e cantautori. Personaggi reali chiamati ad attualizzare il senso del viaggio di Ulisse, metafora dell’eterna e quotidiana ricerca delle risposte ai più intriganti perché. Un percorso a tappe, con l’ideale mappa del peregrinare omerico adattata sulla pianta della Milano di oggi: spazi noti e angoli sconosciuti della città diventano inediti teatri dove incontrarsi e parlare, raccontare e sognare.

Bebo Storti e Marco Paolini, Fausto Russo Alesi e Toni Servillo: le interpretazioni di grandi nomi del teatro italiano si alternano con le letture di critici e storici, intellettuali e pensatori. Il legame tra la Grecia classica e quella di oggi emerge dirompente nelle riflessioni di Guido Ceronetti, mentre Eva Cantarella e Annamaria Testa evocano le grandi eroine omeriche. Donne coraggiose, passionali e determinate. In una parola: moderne.

La barba ispida è quella che attribuiresti ad un eroe mitologico. Veste i panni dell’antico aedo Vinicio Capossela, cantore e narratore, mattatore chiamato a tirare le fila di un discorso che vede l’eterno Gillo Dorfles accomodarsi al tavolino di un pub, mentre Bob Wilson incanta con le sue scenografie da sogno il pubblico del mitico Piccolo Teatro. Dieci, cento, mille Ulissi prendono possesso della città. Per una favola dal fascino infinito.

La curiosità – Con questo album ha vinto nel 2006 la Targa Tenco, ottenendo dalla celebre rivista inglese Mojo  la palma come uno dei migliori interpreti di world music su scala internazionale. In Ovunque proteggi  Vinicio Capossela inserisce una canzone deliberatamente ispirata alla mitologia classica: si tratta di Brucia Troia , nella quale è Menelao a raccontare la propria versione del rapporto licenzioso tra la moglie Elena e Paride.