Signac: lupo di mare con pennello

12 febbraio 2014


È distrutto dalla morte dell’amico e collega, figura con cui ha condiviso un intenso percorso umano prima che professionale e creativo. Con l’addio al caro Seurat il mondo di Paul Signac sembra sgretolarsi inesorabilmente, offuscato da un dolore impossibile da esorcizzare. Urge una svolta, un’esperienza che riallacci i fili della tensione emotiva, che faccia pulsare l’emozione nel cuore chi si scopre appesantito dalla sofferenza. Serve spostarsi, muoversi, andare. Per mare.

È il 1892 quando Signac, marinaio provetto, salpa a bordo della sua Olympia per una lunga avventura in solitaria. Dalla Bretagna verso sud, costeggiando le severe coste dell’Atlantico; spingendosi attraverso lo stretto di Gibilterra fino al cuore del Mediterraneo, salvo gettare l’ancora al largo di un piccolo tesoro incastonato nella lussureggiante natura della Costa Azzurra. Si chiama Saint-Tropez quel borgo di pescatori, ancora libero dal caos che ne farà meta turistica tra le più sognate al mondo.

L’approdo di Signac nel Midi è al centro di una nuova puntata di Pittori in Provenza, la serie che ci porta nei luoghi eletti da tanti impressionisti – e non solo – come spazio per esprimere la propria dirompente creatività. Autentici atelier a cielo aperto, imbevuti di luci e cromie impossibili da scovare nell’affascinante ma grigiognola Parigi; punti dove esercitare tecniche ed elaborare teorie che hanno rivoluzionato il modo di intendere la pittura.

Ecco allora la Bouée Rouge  a cui il pittore, siamo nel 1895, ormeggia la propria barca; ed ecco la spettacolare costa di Antibes, dipinta proprio in quegli anni. L’ambiente del sud, i giochi di rifrazione della luce che scompongono e frazionano la percezione visiva si rivelano determinanti per portare a maturazione l’idea del puntinismo, conducendo Seurat a quel sublime incontro tra arte e scienza che ha accompagnato l’Impressionismo nel Novecento.

La curiosità – Non c’è miglior sponsor di… un pittore! L’arrivo di Signac a Saint-Tropez fa da volano perché la fama del piccolo paese affacciato sul mare arrivi alla comunità artistica della capitale francese. È l’artista a convincere i colleghi Matisse, Bonnard e Marquet a visitare quel luogo, innescando una serie di contatti e di trasferimenti che faranno della Provenza una seconda Parigi.