Sir Kenneth Branagh, un gentiluomo sul set

29 Novembre 2012


C’è chi sa scrivere un film. Chi sa firmarne la regia. Chi sa recitare. E poi c’è chi sa fare egregiamente tutte e tre le cose, al punto da ottenere una nomination all’Oscar per ciascuna delle tre categorie. Un club ristrettissimo, del quale fa parte sir Kenneth Branagh: protagonista di una nuova puntata di Movie Talk. Ospite del salotto di Peter Bart una stella di valore indiscusso, capace di trovare una sintesi perfetta tra il linguaggio del teatro e quello del cinema.

Memorabile l’attore nei panni Lawrence Olivier nel film Marylin , il più limpido e luminoso successo dell’ultima stagione cinematografica: la chiacchierata tra Branagh e Bart parte da qui, da un ruolo impegnativo, affrontato però con una autorevolezza che lascia di stucco. Anche se non dovrebbe: perché la star britannica è abituata a confrontarsi con ruoli dall’alto peso specifico. Come non citare, ad esempio, la sua interpretazione in Hamlet .

Un’esperienza imprescindibile per Branagh, che ricorda nella chiacchierata con Peter Bart la lavorazione del film che lo ha consacrato all’attenzione del grande pubblico. Mirabile nel ruolo di regista, eccelso in quello di attore protagonista: con Hamlet   Branagh supera se stesso, orchestrando un cast di spessore unico; da Gerard Depardieu e Billy Cristal, da Kate Winslet ad un intramontabile Jack Lemmon.

Un feeling speciale quello tra Amleto e Branagh, fulminato da ragazzo dalla passione per la recitazione proprio grazie all’incontro con Shakespeare. Cui resterà a lungo fedele, traducendo per la televisione e il grande schermo drammi e commedie del Bardo: oltre ad Hamlet  l’intenso Enrico V , Molto rumore per nulla , Pene d’amor perduto  e il delicato e sognante Sogno di una notte di mezza estate .