Smashing Pumpkins. A volte ritornano

13 ottobre 2014


È passato un quarto di secolo dai primi live, ma l’energia è rimasta invariata. Canzone dopo canzone, album dopo album; nonostante le tante innegabili crisi e i lunghi silenzi, le rotture e i vorticosi cambiamenti di line-up. Nonostante in molti li abbiano dati più volte per finiti sono sempre risorti dalle proprie ceneri, arabe fenici del rock. Gli Smashing Pumpkins sono tornati. Ed è come se non se ne fossero mai andati.

Nuovi compagni di avventura per l’inossidabile Billy Corgan, che in questo straordinario Live in NYC porta al Barclays Centre i pezzi della sua ultima fatica in studio, il concept album Oceania , dimostrando come la sua vena compositiva sia tutt’altro che appannata. Anzi. L’avvio è ad alto tasso di adrenalina, con il binomio Quasar  e Panopticon  a evocare le sonorità vigorose dei primi album, quei Gish  e Siamese Dream  che indicarono una convincente alternativa hard al Seattle Sound.

Il pubblico, va da sé, è subito in delirio. Merito di un combo che procede come una macchina da guerra e delle spettacolari scenografie disegnate da Sean Evans, già apprezzato per aver realizzato – mattone su mattone! – il recente The Wall  di Roger Waters. L’atmosfera si scalda ulteriormente quando la scaletta comincia a virare sulle hit dei giorni migliori, pescando in un repertorio forte di oltre trenta milioni di album venduti.

Impossibile non scatenarsi con X.Y.U. , impossibile non commuoversi con Disarm  e Tonight, Tonight ; impossibile non pogare sulle note di Bullet with Butterlfy Wings  e Zero . Impossibile non esultare per il ritorno sulla scena di una band che ha segnato in modo indelebile gli Anni Novanta, partendo dalla grande tradizione del proto-metal alla Black Sabbath per rinnovarsi continuamente. Sfornando una pietra miliare dietro l’altra.

La curiosità – In principio fu D’Arcy Wretzky. Poi vennero Melissa Auf Der Maur e Paz Lenchantin. Ora tocca a Nicole Fiorentino. Gli Smashing Pumpkins – così come gli Zwan, side project di Billy Corgan – sono fedeli alle “quote rosa”: il ruolo di bassista è sempre affidato ad una donna. Così come nei Pixies e nei Sonic Youth, band culto per il frontman del gruppo.


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