Il sogno infranto di Totò

16 maggio 2014


Prima di quella torrida estate, in Italia, il nome Totò poteva essere associato esclusivamente ad Antonio De Curtis. Principe della risata. Dopo quel mese di passione il diminutivo viene cucito addosso a un ragazzo siciliano dagli occhi immensi e dal talento straordinario: Salvatore Schillaci. Re del gol. È lui l’uomo simbolo della corsa della nazionale azzurra verso il sogno di vincere un nuovo Campionato del Mondo. È suo l’urlo strozzato in gola proprio sul più bello.

Nuovo giro di giostra, nuovo tourbillon di emozioni per Storie Mondiali, la serie che vede Federico Buffa raccontarci attraverso le edizioni più affascinanti della rassegna ottant’anni di Storia e storie. Tra sport e cultura, politica e attualità, arte e cinema: individuando personaggi dimenticati e aneddoti poco noti, contestualizzando uno tra gli eventi sportivi più seguiti al mondo nel caotico fluire degli eventi che hanno segnato il corso del Novecento.

Torniamo indietro di poco più di vent’anni, alle Notti Magiche  di Giorgio Moroder, sognate da Edoardo Bennato e Gianna Nannini; ad un’Italia ancora turbata dallo scandalo Gladio ma ignara dell’approssimarsi del terremoto di Mani Puliti. Torniamo ad un’Europa che si scopre più grande, grazie al crollo del muro di Berlino e all’esplosione dell’Unione Sovietica; a un mondo che allarga i propri confini. Con il Camerun di Roger Milla a sfiorare, prima squadra africana, una storica semifinale.

Torniamo ad una delle squadre più forti che l’Italia abbia mai messo in campo: al record di imbattibilità di Walter Zenga, l’Uomo Ragno che arriva là dove nessun portiere oserebbe spingersi; alla fantasia di un giovane Roberto Baggio e alle intuizioni di Gianluca Vialli. Torniamo ai sei centri di Totò Schillaci, alle mani che si avvicinano di pochi centimetri alla coppa per essere poi beffardamente ricacciate indietro dalla maledizione dei rigori. Torniamo a una finale che ha visto in lacrime il grande Maradona.

La curiosità – Tanta gavetta nelle serie minori, l’esordio in Serie A relativamente tardi (a quasi 25 anni), ma solo pochissime stagioni sulla cresta dell’onda: una meteora quella di Totò Schillaci, condizionata da frequenti infortuni. A soli 29 anni la scelta di lasciare l’Italia per una piazza agonisticamente meno impegnativa: accettando l’ingaggio dei Jubilo Iwata diventa il primo calciatore italiano a militare nel campionato giapponese.