Spoleto. L’avanguardia in scena

10 Luglio 2013


Da oltre mezzo secolo rappresenta una delle più intriganti piattaforme per la sperimentazione dei più disparati linguaggi dell’arte. Gli occhi del mondo guardano a Spoleto, palestra di avanguardie nel campo del teatro e della musica, della danza e della figurazione: Sky Arte HD racconta l’effervescente panorama che si raduna sotto l’egida del Festival dei Due Mondi, per una serie di appuntamenti di grande intensità.

A trasmettere tutta la sua passione per la recitazione è Adriana Asti, tra le attrici italiane più amate. In una intervista esclusiva svela il suo approccio ai due monologhi di Jean Cocteau che porta in scena a Spoleto, pagine memorabili impreziosite dalla magnifica regia di Benoit Jacquot. Il profilo internazionale del festival si evidenzia con ulteriore forza nella messa in scena de Il ritorno a casa  di Harold Pinter, nella versione firmata da Peter Stein.

Un inedito e piccante Luca Ronconi cura la regia del Pornografia  di Witold Gombrowicz, mentre Francesco Nicolini interpreta la trasposizione teatrale di Liberi tutti : un testo intenso, centrato sulla necessità di onorare i più alti valori morali. Una piccola grande lezione di senso civico, portata dall’attuale presidente del Senato Pietro Grasso, magistrato anti-mafia considerato icona più felice dell’integrità dello Stato e della lotta alla criminalità organizzata.

La spettacolare cornice del Teatro Romano accoglie a braccia a aperte la poesia in movimento di Mark Morris, coreografo che fa della sperimentazione più eclettica il proprio linguaggio privilegiato. Sono cinque i balletti portati sulla scena da una tra le compagnie di danza contemporanea più brillanti attualmente in circolazione, per una performance semplicemente magnifica.

La curiosità – Intriga, emoziona e – perché no – scandalizza. Il Festival dei Due Mondi non si tira indietro quando si tratta di ospitare progetti che sfidano la morale comune: capita in questa edizione con il Pornografia diretto da Luca Ronconi; è accaduto nel 1978, con la discussa prima mostra italiana sull’arte di Wilhelm von Gloeden. Il fotografo tedesco attaccato, tra fine Ottocento e inizi Novecento, per i suoi nudi virili.