Stanley Kubrick, il mondo in scatola

24 Dicembre 2012


Per raccontare il mondo con tanta meticolosa precisione servono due requisiti fondamentali. Una sensibilità e capacità di osservazione fuori dal comune, ma anche una fitta documentazione; un catalogo di spunti, notizie e informazioni. Stanley Kubrick aveva entrambi. E se le doti di uno dei più grandi registi di sempre sono sotto gli occhi di tutti, altrettanto non si può dire per L’archivio segreto di Stanley Kubrick, docu-film che racconta gli esiti di una straordinaria scoperta.

Sono oltre un migliaio le scatole che conservano gli appunti del maestro, disseminate nella casa che ne ha ospitato gli ultimi anni di vita. Un caos apparente, che restituisce in realtà il lucido ordine mentale di un genio dell’immagine: un universo nel quale si immerge il cineasta Jon Ronson, protagonista di una interminabile e affascinante caccia al tesoro. Sotto ogni coperchio si nasconde la tessera di un mosaico che offre l’immagine più fedele di Kubrick.

A guidare Ronson nella sua ricerca sono i famigliari di Kubrick, la moglie Christine e la figlia Anya; ma soprattutto i suoi più stretti collaboratori: dal fotografo Manuel Harlan a Tony Frewin, per oltre trent’anni assistente personale del regista. I documenti, le fotografie e il ricordo di chi lo ha conosciuto da vicino contribuiscono a delineare un ritratto intimo dell’uomo e del professionista; svelando metodologie di lavoro e visioni profonde.

Ma Ronson non è né un archeologo né uno storico del cinema: la sua inchiesta non procede con freddo rigore scientifico, ma si lascia trasportare dall’emozione, dall’intuizione, dalla pura  fantasiosa associazione di idee. Si passa senza soluzione di continuità dalle intriganti atmosfere di “Eyes Wide Shut” alle lettere degli ammiratori, tutte gelosamente conservate; fino ai materiali che hanno fatto da spunto per la scrittura di “2001 – Odissea nello spazio”.