Steve McCurry, fotografo dell’anima

1 Novembre 2013


Dove risiede la bellezza? Semplicemente ovunque. Purché si abbia l’umiltà di saperla attendere, corteggiarla con la tenacia degli innamorati più passionali, coglierne il senso più estatico e profondo. Non esiste luogo, situazione o persona immune alla meraviglia: questo insegna attraverso i suoi scatti Steve McCurry, tra i più grandi reporter della nostra epoca. Protagonista della puntata che inaugura la nuova stagione di Contact.

Una serie interamente dedicata ai maestri dello scatto, prodotta da Sky Arte e costruita sulle esperienze dei maggiori professionisti della storica Agenzia Magnum. La più celebre scuderia di fotografi al mondo. Una collezione di documentari unici, che non si limita a passare in rassegna immagini che hanno fatto la Storia, ma sa scendere in profondità nel dettaglio: dando conto di prassi, metodi e filosofie di lavoro. Evidenziando in maniera unica quel sublime punto di “contatto” che unisce la vita del fotografo e quella del suo soggetto. In maniera indissolubile.

Testimone perfetto di questo rapporto quasi simbiotico è dunque, inevitabilmente, Steve McCurry. Legato in modo indelebile alla celeberrima Ragazza afghana  incontrata ai tempi del conflitto tra esercito sovietico e talebani, ritratto che riesce in un solo istante a trasmettere disagio, dolore, paura; ma anche imbattibile orgoglio. È in uno sguardo fiero ma al tempo stesso atterrito, magnificamente profondo che McCurry trova la più pura e inviolabile bellezza. Anche nel contesto di una guerra folle e terribile.

La lunga intervista rilasciata dal fotografo a Sky Arte HD non può prescindere dal ricordo di quella straordinaria esperienza, umana e professionale. Ma si estende a tutto campo, lungo il filo di un racconto che passa in rassegna i più caldi scenari di guerra degli ultimi trent’anni: dall’Iraq al Libano. Condizioni al limite quelle in cui Mc Curry si è trovato a operare, vittima consapevole del fascino esercitato dall’insondabile meraviglia dell’animo umano.

La curiosità – Si chiama Sharbat Gula. È nata nei dintorni di Peshawar nel 1972 ed è il soggetto di una tra le più famose fotografie della Storia. È il 1984 quando Steve McCurry la immortala in un campo profughi. Diciassette anni dopo quell’incontro, il fotografo torna in Afghanistan, nel tentativo – in apparenza disperato – di rintracciarla nuovamente: dopo mesi di estenuanti ricerche riesce nell’impresa. Documentata da una nuova fotografia.