Storia di un supergruppo

31 maggio 2013


Come si crea una band di successo? Apparentemente la ricetta è semplice. Basta prendere il cantante dei Radiohead e lo storico produttore del gruppo inglese; il bassista dei Red Hot Chili Peppers, un percussionista di musica etnica amato da Brian Eno e il batterista che accompagna Beck nelle sue tournée. Mescolate rock ed elettronica, aggiungete una buona dose di improvvisazione e avrete la straordinaria avventura degli Atoms for Peace.

A raccontare uno tra i progetti più eclettici e affascinanti di oggi sono Thom Yorke e Nigel Godrich, autori dei più grandi successi dei Radiohead e oggi insieme sul palco per una nuova incredibile avventura. Fatta di musica, naturalmente, ma anche di vere e proprie performance: spettacolare il duetto in forma di danza insieme potente e sensuale che lo stesso Yorke intrattiene con la ballerina giapponese Fukiko Takase.

Le immagini raccontano le prime uscite live di una band nata per incontrare ed emozionare il proprio pubblico, proponendo un mix dal grande impatto scenico. C’è il rock perfetto e raffinatissimo e la matematica cadenza dell’elettronica; ma ci sono anche, nel completamento di un quadro di incredibile profondità, il gusto visionario dell’estetica lo-fi e il calore suadente di ritmi tribali, istintivi, quasi orgiastici.

Una piccola pausa fuori dalle proprie tradizionali dinamiche artistiche, un esperimento che riassesta i parametri della musica contemporanea secondo nuovi modi di vedere: gli Atoms of Peace sanno trascinare e al tempo stesso ammaliare, in una sintesi perfetta tra più culture musicali. Il tappeto sonoro di Flea si sposa magnificamente con  le evoluzioni cromatiche di Godrich, nella definizione di un universo sonoro semplicemente straordinario.

La curiosità – Frenetica l’attività artistica di Thom Yorke, che non si accontenta del lavoro che da vent’anni conduce insieme ai Radiohead. Alla parentesi con gli Atoms of Peace l’artista affianca l’attività di solista: esce nel 2006 il suo “The Eraser”, prodotto anche questa volta da Nigel Godrich.