Storia in evoluzione nel cuore dell’Europa

14 Gennaio 2013


C’è l’idea, il concept, il progetto che intende lasciare un segno indelebile nel panorama di città dalla storia complessa e articolata, affascinanti e complicate. Ma tra il dire e il fare ci sono le difficoltà di tradurre in pratica i sogni degli architetti di ieri e di oggi, le difficoltà economiche e finanziarie ma anche le speculazioni: edifici in lotta per la propria affermazione quelli raccontati nell’ultimo appuntamento con Vertical City. Che approda nel cuore dell’Europa.

La serie che racconta i segreti e i dettagli costruttivi delle realizzazioni più alte del mondo fa tappa in Germania. È stato aperto, ininterrottamente, per seicento anni: frenetico e imponente il cantiere per la realizzazione del Duomo di Colonia, autentico gioiello del gotico; una corsa eccitante, una competizione senza esclusione di colpi quella che, nel XIX secolo, ha portato la cattedrale a fregiarsi del titolo di edificio più alto del mondo. Un primato effimero, durato appena quattro anni. Ma pagato a caro prezzo.

Come a caro prezzo è stato pagato il sogno di realizzare un nuovo cuore pulsante per le attività finanziarie di Londra, piattaforma privilegiata per il mondo degli affari nel Vecchio Continente. Un’area in declino quella di Canary Wharf, estrema propaggine dell’East End londinese: zona depressa dalla progressiva dismissione dei docks e dell’attività portuale lungo il corso del Tamigi; una fetta di città ormai logora e spenta.

È qui che, a partire dagli Anni Ottanta, si lavora per realizzare un nuovo centro direzionale. È qui che lo studio internazionale di Cesar Pelli colloca i 250 metri del One Canada Square, fino allo scorso luglio l’edificio più alto del Regno Unito. Un monolitico edificio di cinquanta piani, dominato da una imponente cuspide piramidale: ideale obelisco che testimonia il potere economico della City. Ma che rischia di soccombere, ad inizio Anni Novanta sotto il peso delle speculazioni.