Street art all’ombra del Vesuvio

22 Novembre 2013


Vedi Napoli… e poi? Te ne innamori! Sedotto dalla nobile magia di una città tenace e orgogliosa, ricca di un passato carico di suggestione; forte di una tradizione culturale frizzante e dinamica, capace di conquistare, tra i tanti, anche Andy Warhol. Fan di una città che, nei primi Anni Ottanta, vedeva così simile alla sua disperata e insieme fantastica New York. Napoli è stata culla della Transavanguardia, capitale – per una breve stagione – dell’arte contemporanea italiana. E torna a rivendicare, oggi, un ruolo di primo piano nella scena culturale nazionale.

Lo fa partendo dal basso, dalla virale potenza dei suoi writer: il viaggio di Frankie HI-NRG alla scoperta delle più interessanti piazze della Street Art italiana ci porta alle pendici del Vesuvio, per incontrare storie, firme e suggestioni che sanno illustrare al meglio lo spirito di una città in trasformazione. Animata da una atavica fame di riscatto, esplosiva voglia di raccontare e raccontarsi. Con l’arte assunta a valvola di sfogo, ma anche preziosa cronaca del presente.

Appare come un fantasma, presenza inquieta più che inquietante: Raro spara sui muri di Scampia, tra le aree più difficili di Napoli, la sua carica rivoluzionaria, facendo delle sue opere pamphlet in forma visuale, forti attacchi al malcostume e alla criminalità che soffocano la città. Aggrappato alla vita della sua città è anche Miedo, che ci racconta del suo impegno di educatore: lavora con giovani e giovanissimi, trasformando l’arte in un’arma infallibile contro l’esclusione sociale.

La street art a Napoli nasce con Cyop&Kaf, firma storica che nella sua ispirazione al modello di Basquiat rinforza quel rapporto mai interrotto con la Grande Mela. Una città dalla vocazione internazionale ma dalla forte identità locale quella partenopea: i miti della tradizione locale, figure sospese tra storia e folklore, sono i soggetti privilegiati di Zolta. Che partendo dalla magia della “smorfia” sa fermare come in una fotografia l’anima di un intero popolo.

La curiosità – Dei suoi passaggi in città, al seguito di Andy Warhol e insieme all’amico Francesco Clemente, è rimasta un’opera straordinaria oggi conservata al Guggenheim di Bilbao. Jean-Michel Basquiat dedica alla città Partenopea il suo Man from Naples , dipinto all’epoca del suo primo viaggio in Italia (1982). Il muso di un asino, il mitico “ciuccio” mascotte della squadra di calcio della città, campeggia attorniato dai consueti graffianti tag dell’artista. Con tanto di refuso: ecco che da “prosciutto” di passa a “proscuitto”!