Street-art naturale. Nella magica Praga

15 Febbraio 2013


Ha conosciuto il grigiore di un regime autoritario e si è poi gettata, istintivamente, negli euforici e sgargianti colori della libertà. Città antica, Praga: radicata in una tradizione che ne fa piattaforma privilegiata per l’incontro tra più culture; ponte gettato verso gli eccentrici fermenti yiddish, baluardo della mitteleuropa e – al tempo stesso – piazza di scambio tra Oriente e Occidente. Città, allo stesso tempo, giovane: a misura di street artist.

Viaggio ai confini dell’Europa per Streetosphere, la serie che tasta il polso dello urban style, incontrando i maggiori interpreti dell’arte di strada. Stencil e bombolette, sticker e vere e proprie installazioni: i linguaggi espressivi sono molteplici, il colore invade muri e marciapiedi. Sotto lo sguardo severo, ma in fondo bonario, delle secolari statue del Ponte Carlo; con il tempo scandito dallo spettacolare orologio astronomico della Città Vecchia.

Un accampamento indiano sulle rive della Moldava? Con Vladimir è possibile. Un vero e proprio cortocircuito, culturale e geografico, quello che l’artista impone all’attenzione della città: costruendo tepee, tradizionali tende Sioux, con oggetti di recupero trovati ai margini della strada. Un patchwork all’insegna dell’objet trouvé, azione apparentemente ludica ma in realtà profondissima: riflessione attenta sul tema del nomadismo e del rispetto per l’ambiente.

Alla natura guarda anche Hana, che con i suoi interventi sembra aggiornare i temi del “flower power”: non c’è frammento di cemento che non presenti ferite, squarci sotto i quali – nella terra – pulsa la vita. Dove, dunque, innestare semi e piantare fiori: il tempo e il caso contribuiscono alla maturazione di gentili messaggi di pace e struggente bellezza, stupefacenti e inconsapevoli creazioni artistiche.