Una tela da… sbucciare

25 Agosto 2014


Le cronache dell’epoca raccontano di come il dato realistico raggiunto da Caravaggio fosse così perfetto da indurre quanti osservavano quel quadro ad assaggiarne la consistenza! Parte dalla tavola imbandita dal Merisi per La cena di Emmaus  , da quella mela dipinta in modo tanto sublime da spingere qualcuno a leccare la tela, la nuova puntata di Eating Art – L’arte in cucina, serie che indaga i rapporti tra cibo e creatività.

La serata si apre con un appuntamento squisitamente vegan: dalla frutta di Caravaggio ci spostiamo a quella delle spettacolari pitture fiamminghe di genere, arrivando fino alle arance predilette da Matisse. In una serrata corrispondenza tra capolavori dell’arte e meraviglie della tavola, con gli chef stellati Anne-Sophie Pic e Christopher Kustow a ideare piatti ispirati alle opere dei grandi maestri del passato. In questo caso sì, decisamente… commestibili!

Il viaggio riprende con uno sguardo agli epigoni e gli ideologi del cubismo: una rivoluzione visuale nata partendo dalle intuizioni di Paul Cézanne, elaborata e formalizzata da Braque e Picasso; una corrente che ha cambiato in modo radicale il modo di ritrarre la figura, il paesaggio, la natura. E dunque, inevitabilmente, anche il cibo, da secoli soggetto privilegiato per quanti si cimentavano con a natura morta.

C’è una connessione tra le teorie cubiste e quelle della nuovissima cucina molecolare? La star dei fornelli Sam Mason è convinto di sì, e ce lo dimostrerà: partendo da un quadro di Juan Gris, giocando con la scomposizione di sapori e colori come se la sua cucina fosse l’atelier di un pittore. Introducendoci a un’altra epocale trasformazione, quella del Futurismo: evocata oggi tra i fornelli da Massimo Bottura.

La curiosità – Un assaggio di carneplastico, per favore! Innaffiato da una polibibita, ovviamente! È il 1931 quando a Torino va in scena la prima cena futurista di cui si abbia memoria, con ricette ispirate alle teorie di Filippo Tommaso Marinetti. Niente pastasciutta, rifiutata come alimento della tradizione; niente posate ma solo cibi veloci, da consumare piluccando in un’atmosfera conviviale. Alle origini del finger food?